6 Novembre Nov 2015 1358 06 novembre 2015

In Papua il potere riproduttivo è merce

Nello Stato del Pacifico 7 donne su 10 sono vittime di violenza sessuale. La denuncia di Human Rights Watch, secondo cui a favorire i maltrattamenti è la pratica matrimoniale del prezzo della sposa dove l'uomo paga la famiglia della futura consorte.

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In Papua Nuova Guinea 7 donne su 10 sono vittime di violenze o aggressioni sessuali in ambito domestico, una delle percentuali più alte al mondo. Dietro questi  numeri, secondo l'organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch (Hrw), la tradizione del prezzo della sposa ancora radicata nello Stato del Pacifico. La pratica, che di fatto è l'inverso della dote, prevede che la famiglia della promessa sposa riceva da quella del futuro marito da un minimo di 2.500 fino a 300 mila kina papuane (equivalenti rispettivamente a 770 e a 93 mila euro). Se le donne decidono di interrompere la relazione il marito può chiedere di essere rimborsato.

LA DONNA VISTA COME UNA PROPRIETÀ DELL'UOMO
Di fatto si tratta di una transazione in cui famiglia e sposo si scambiano il potere riproduttivo della donna. Nel caso di disaccordo all'interno della coppia nascono liti che sfociano in violenze sulle mogli. «L'uomo vede la donna come una sua proprietà, lei diventa una schiava e deve fare tutto quello che lui vuole», spiega Hrw in un dossier. Se la donna non lo asseconda, le conseguenze possono essere terribili.

LA VIOLENZA DOMESTICA FUORILEGGE SOLO DAL 2013
C'è però chi nega le conclusioni dell'organizzazione. Il primo ministro Peter O'Neill derubrica la pratica a «scambio consuetudinario di doni in occasione del matrimonio» aggiungendo che «non si tratta di pagare per prendere la proprietà di qualcuno». Papua, un arcipelago di 7,7 milioni di abitanti che è stato protettorato australiano fino al 1975,  ha messo fuori legge la violenza domestica solo nel 2013. La strada da percorrere nella lotta ai maltrattamenti sulle donne rimane ancora lunga. Non mancano però segnali positivi su altri fronti: il governo è impegnato a rafforzare le leggi sulla protezione dei minori.

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