27 Ottobre Ott 2015 1309 27 ottobre 2015

A Milano una bimba può morire di denutrizione

Nel febbraio 2015 la figlia di una coppia di 37 e 41 anni è deceduta a soli nove mesi per non essere stata alimentata in maniera corretta. Nessuno si era accorto di quello che stava capitando.

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Nella città di Expo 2015 una bambina di nove mesi può morire per denutrizione. A Milano può accadere una cosa del genere senza che nessuno denunci un tale degrado morale e fisico. Il silenzio che ha circondato questa vicenda ha lasciato stupiti i poliziotti della Squadra Mobile e il pm Christian Barilli, costretto a portare avanti nei confronti dei genitori della piccola l'accusa di «maltrattamenti aggravati da morte».

UNA BOLLA DI SILENZIO
Le foto della bimba denutrita e disidrata, con le piaghe da decubito sul corpo e il capo deformato dall’essere stata lasciata sempre immobile stesa nella culla, erano talmente impressionanti che gli agenti della Mobile di Milano hanno dovuto richiedere un team di supporto psicologico per affrontare questa tragedia. Ciò che li ha lasciati sconvolti è stato anche il fatto che nessuno del mondo familiare si sia reso di dove stava portando la condotta dei genitori della piccola. La morte non voluta, ma tuttavia prevedibile di fronte alla scelta deliberata di trascurare le esigenze di accudimento della figlia è un risultato che si sarebbe potuto evitare, se qualcuno fosse intervenuto nei confronti della madre e del padre. Ma né il nonno, che viveva con la famiglia, né il medico del pronto soccorso che visitò la bambina 20 giorni prima che morisse, né il sistema sanitario che non vide mai i genitori con la piccola dal pediatra di base, hanno rotto il silenzio che circondava questa realtà familiare.

IN TRIBUNALE
La morte di questa piccola di nove mesi ora viene indagata in tribunale. I genitori, accusati di maltrattamenti che hanno condotto al decesso della figlia, rischiano una condanna dai 12 ai 24 anni in Corte d'Assise. Il nonno è stato prosciolto in quanto tecnicamente privo di una «posizione di garanzia» rispetto all’accudimento della nipote , lo stesso il medico del pronto soccorso che non aveva avvertito le autorità competenti di fronte al comportamento dei genitori.

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