23 Ottobre Ott 2015 1716 23 ottobre 2015

Ti racconto le bombe con un sms

Su Le Figaro i messaggi WhatsApp dei jihadisti francesi in Siria ai genitori: «Ciao mamma, sento le bombe dei raid, prego e ho paura».

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<<enter caption here>> on April 14, 2015 near Al-Karmah, Iraq.

«Ciao mamma, sento le bombe dei raid, prego e ho paura». È il messaggio di un ragazzo alla madre francese, che attraverso WhatsApp cerca di mantenere vivi i contatti con il figlio arruolatosi in Siria con lo Stato islamico. «Come stai? Sono contenta di avere tue notizie. Sai, ero preoccupata», si legge nella chat del terrore pubblicata dal quotidiano Le Figaro. «Non ti preoccupare», risponde lui, «sono al sicuro ma, sì, ci sono stati dei bombardamenti. Sono al sicuro, ma ho paura». «Sai, quando ho paura mi metto a pregare».
Dall'inizio dei raid, decine di famiglie occidentali vivono una paradossale angoscia. Da una parte, le bombe della coalizione, e ora anche della Russia, nutrono la speranza che tutto possa finire. Dall'altra l'angoscia per i figli esposti ai bombardamenti. «Qui le opinioni pubbliche sono chiaramente favorevoli, è normale. Razionalmente anche noi, ma poi nel cuore...i nostri figli sono laggiù», racconta la signora a Le Figaro.

I VERSI DEL CORANO PER SMS
Secondo gli ultimi dati a disposizione, sono circa 700 i francesi censiti in Siria e in Iraq. Frequenti i casi di chi mantiene vivi i contatti con le famiglie. «Ci parliamo quasi tutti i giorni, spesso per diverse volte al giorno», ha raccontato Véronique Roy, il cui figlio, Félix, un francese convertito all'Islam di 23 anni, è fuggito in Siria da un anno. In un primo tempo, il ragazzo si era messo a inondare gli smartphone dei famigliari con sure o versetti del Corano. Per tutta risposta la madre inviava citazioni di Mandela, Socrate o Camus. Fino al giorno in cui Félix si è mostrato più settario: «Meditate ai testi sacri», gli avrebbe detto. Ma la donna non si è piegata: «Non ci facciamo nulla con la tua dottrina. Non cercare di cambiarci».

«MI PORTANO IN IRAQ»
Nell'agghiacciante resoconto del quotidiani francese c'è anche l'ultima comunicazione di un altro ragazzo, di cui questa volta non è dato sapere il nome: «Vi dico arrivederci. Mi portano in Iraq...». Un messaggio che secondo Le Figaro significa «sono stato selezionato per un attentato suicida». I jihadisti scelgono i più deboli, gli ammalati, quelli che non sanno fare poco o nulla, hanno testimoniato alcuni familiari.
Per uno di loro non ci sono dubbi: «Per questi folgorati di dio, il 'buon' musulmano deve rispettare i genitori fino alla morte. Per questo i ragazzi vengono autorizzati a comunicare con noi». Ma ai messaggi possono anche seguire lunghi silenzi. E in molti temono il peggio. A volte sono gli stessi 'emiri' a comunicare la notizia ai genitori. «Suo figlio (seguito col nome da combattente) è morto».

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