21 Ottobre Ott 2015 1239 21 ottobre 2015

Vaccini, no al risarcimento per danni imprevedibili

Una sentenza della Cassazione dichiara che non è prevista alcuna compensazione economica per chi ha subito lesioni a seguito di una vaccinazione compiuta in maniera corretta dal medico.

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È una sentenza destinata a far discutere e a far giurisprudenza. La Cassazione ha dichiarato che non è previsto un risarcimento per chi ha subito danni imprevisti a seguito di una vaccinazione compiuta in maniera corretta dal medico. La Terza Sezione civile ha rigettato il ricorso di una donna campana che aveva citato in giudizio l'Asl numero 5 di Napoli «per l'errata esecuzione di un'iniezione intramuscolare finalizzata all'immunizzazione obbligatoria contro il tifo» dalla quale sosteneva di aver riportato «postumi permanenti».

IL CASO: DAL 1997 AL 2015
Nel 1997 una dottoressa dell'Asl di Napoli, pur avendo eseguito correttamente l'iniezione, aveva leso il nervo circonflesso di una paziente, determinando una reazione collaterale e non voluta. La donna danneggiata aveva fatto ricorso al pretore di Torre Annunziata per ottenere un risarcimento dai danni subiti, ma il tribunale nel 2003 aveva rigettato la domanda confermata nel 2011 dalla corte d'appello di Napoli, con la seguente motivazione. «Benché sia stato provato che l’iniezione aveva toccato e danneggiato il nervo circonflesso, nessuna responsabilità era ascrivibile al medico vaccinatore e per esso all'Asl, avendo il medico somministrato il vaccino in maniera tecnicamente corretta e avendo il predetto nervo un andamento variabile da individuo ad individuo». La donna non si è arresa e si è quindi rivolta alla Cassazione che però ha ribadito quanto deciso dalla corte d'appello, spiegando che «non è stato violato alcun principio in materia di responsabilità medica».

IL VERDETTO DELLA CASSAZIONE
I supremi giudici hanno stabilito che i magistrati napoletani hanno «positivamente accertato l’esistenza del nesso causale tra la vaccinazione e il danno riportato dalla paziente ma hanno poi escluso che alcuna responsabilità colposa gravasse sulla dottoressa che ha eseguito la vaccinazione, la quale si è attenuta ai protocolli nella localizzazione dell’iniezione e nelle modalità della sua esecuzione, né era tenuta, trattandosi di una pratica routinaria, ad eseguire altri e più complessi accertamenti preventivi». Tutto questo significa che in mancanza di una colpa attribuibile all'autrice della vaccinazione il verificarsi del danno è dovuto al caso fortuito. Nel caso specifico l'evento si è riscontrato «per l’andamento variabile e talvolta imprevedibile del nervo circonflesso». Rigettato il ricorso, la donna è stata condannata a pagare circa 4 mila euro di spese legali. 

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