8 Ottobre Ott 2015 1204 08 ottobre 2015

Caffè al gusto di libertà

Il ruolo delle donne nell'industria dell'oro verde è fondamentale, ma quasi mai riescono a godere dei guadagni del loro lavoro. Ora, in Colombia, un gruppo di coltivatrici vuole cambiare le cose.

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Sierra Nevada (2)

Un lavoro per donne, ma gestito da uomini. Ecco quanto pesa la presenza femminile all’interno del mondo della produzione di caffè. Secondo i dati dell’International Trade Center, il 70% del lavoro dedicato alla sua coltivazione, raccolta e lavorazione è realizzato da donne, anche se in media solo il 10% ne gestisce anche la vendita e ottiene quindi riconoscimento effettivo per il proprio lavoro.

CHICCHI DI LIBERTÀ
Quello del caffè è un mercato vitale per il sostentamento di oltre 500 milioni di persone nel mondo e che «può diventare il tramite per aiutare le donne a raggiungere indipendenza economica, istruzione e libertà», ha spiegato a Letteradonna.it Ana Maria Lleras, coordinatrice del programma Donne Coltivatrici di Caffè (Programa Mujeres Cafeteras) e rappresentante della Federación Nacional de Cafeteros della Colombia. Una parità di genere e di opportunità che va raggiunta lavorando insieme: ecco il perché del seminario internazionale Women in the World of Coffee: Fostering the Quiet Revolution, organizzato dall’Università del Caffè di Illy e dalla Fondazione Ernesto Illy, che il 2 ottobre ha chiamato a raccolta rappresentanti di oltre 10 Paesi produttori presso il padiglione della Colombia a Expo.

PRODUZIONE IN ROSA
«Le donne vengono impiegate in modo massiccio per varie ragioni», ha continuato Ana Maria Lleras. «Da un lato è una produzione generalmente familiare, e per tradizione la donna ne è il punto focale. In più il lavoro di raccolta, soprattutto in Colombia dove viene effettuato totalmente a mano frutto per frutto, richiede un’abilità, una delicatezza e un senso del gusto prettamente femminili».

LA SFIDA DELL’ORO VERDE SOSTENIBILE
Nel mondo ci sono circa 25 milioni di famiglie che coltivano caffè. Brasile, Vietnam, Colombia e Indonesia sono i principali produttori, seguiti dai Paesi della fascia tropicale come Messico, Guatemala, Honduras, Perù, Etiopia e India. La produzione mondiale è di circa 6,8 milioni di tonnellate all’anno: sui mercati internazionali il caffè è ai primi posti come valore, e pesa sul volume d'affari come il petrolio e l'acciaio. L'economia di molti paesi dipende interamente dalle esportazioni dell’'oro verde'. Un prodotto senza il quale la vita di molti sarebbe impensabile, ma dietro il quale si nasconde un’ ineguale distribuzione del lavoro e dei benefici che ne derivano.

DISPARITÀ
Le discriminazioni sono soprattutto di due tipi: innanzitutto le donne lavorano i due terzi delle ore necessarie alla produzione e raccolta del caffè, eppure solo il 10% di loro ha il controllo economico della sua produzione e meno del 10% possiede la terra che coltiva. Inoltre, la maggior parte delle donne impiega tutto il proprio guadagno per sostenere i bisogni familiari, mentre gli uomini ne usano almeno il 25% per bisogni strettamente personali.

IL MODELLO COLOMBIANO
Dati che non rispecchiano però la situazione della Colombia, terzo produttore di caffè al mondo e primo produttore di caffè speciali. Delle 563 mila famiglie e 300 mila donne che vi si dedicano, ben 106.792, ovvero il 28%, possiede la proprietà della tenuta, che quindi risulta registrata direttamente a loro nome. Grazie a un documento identificativo, una sorta di debit card, le produttrici possono vendere sul mercato e ricevere direttamente i guadagni, oltre a far parte del potere decisionale all’interno della Federazione de Cafeteros.

CAFFÈ ALL'AROMA DI EMANCIPAZIONE
Ecco i risultati ottenuti dal programma per le Donne Coltivatrici di Caffè, coordinato da Lleras e nato 9 anni fa: «Abbiamo promosso la nascita di associazioni di donne produttrici di caffè e oggi ne esistono ben 72 registrate alla Federazione e che coinvolgono più di 6.000 donne in 16 dipartimenti del Paese. Adesso stiamo lavorando per costruire un network totalmente femminile e per poter presentare presto sul mercato un caffè colombiano prodotto e commercializzato al 100% da donne. Nel nostro Paese la produzione di caffè è circa il 50% di quella agricola totale: ecco perché crediamo che l’emancipazione passi necessariamente da qui».

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