22 Settembre Set 2015 1529 22 settembre 2015

Le ministre dello scandalo

In tailleur, maniche corte e a testa scoperta. In Egitto il look «troppo occidentale» delle tre donne del nuovo governo di Sherif Ismail desta scalpore. E scoppia la polemica.

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ministro egitto

Si è appena insediato il nuovo governo egiziano guidato da Sherif Ismail - a una settimana dalle dimissioni del premier Ibrahim Mahlab travolto da accuse di scandali e corruzione - e fa già polemica.
I ministri in tutto sono 33, ma nel mirino sono finite le tre donne dell'esecutivo accusate di aver indossato abiti troppo occidentali durante il giuramento. Le colpevoli di troppa sfrontatezza sono Ghada Waly titolare della Solidarietà, Nabila Makram dell’Immigrazione e Sahar Nasr a cui è stata affidata la Cooperazione Internazionale. Hanno giurato domenica 20 settembre ed erano tutte a testa scoperta, indossando abiti occidentali e in un caso - quello di Makram - anche in maniche corte, mentre le altre due ministre hanno scelto un tailleur blu.

«LOOK INAPPROPRIATO»
È proprio contro l’abbigliamento di Nabila Makram - a braccia scoperte- che si sono scagliati in particolare gli opinionisti più vicini alla tradizione islamica, come nel caso del conduttore tivù di TahrirNews, che in diretta ha definito la scelta della neo ministra «molto inappropriata». I gruppi islamici hanno protestato sul web perchè le donne erano «senza velo», su Facebook in molti hanno criticato la scelta sostenendo che il look occidentale è «un’imposizione delle elites» e «non appartiene alla cultura egiziana».

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