18 Settembre Set 2015 1041 18 settembre 2015

«Sos, ho una figlia adolescente»

Maria Claudia Biscione, psico-sessuologa, suggerisce alle mamme nove regole per riuscire a gestire la femminilità delle giovani che si affacciano all'età adulta.

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Quando una figlia passa dall'essere una bella bambina all'essere una provocante adolescente, il rapporto con la madre cambia completamente. Silenzi, incomprensioni, litigi e competizione sono spesso situazioni che accadono tutti i giorni. La preoccupazione di tante mamme, soprattutto in quest'epoca di continua sovraesposizione sui social network, è come fare a gestire la femminilità della propria figlia senza essere né opprimente né troppo permissiva. I selfie e le chat online sono un rischio costante per una bella ragazza che si sente già donna, che provoca gli uomini più grandi di sé, senza essere pienamente consapevole di quello che sta facendo. La domanda di una madre di fronte alla figlia adolescente è: come faccio a proteggerti e a insegnarti a essere donna? Maria Claudia Biscione, psico-sessuologa presso l'Ospedale Israelitico di Roma, intervistata da Veronica Mazza per D di Repubblica, suggerisce nove regole per riuscire nella difficile impresa di essere mamma. «»

TRASFERISCI UN MODELLO DI FEMMINILITÀ
Nel passaggio tra l'infanzia e l'età adulta le adolescenti hanno bisogno di capire come coltivare la propria femminilità, senza inseguire modelli stereotipati di bellezza. Quello che devono imparare è la valorizzazione della propria persona in tutta la sua complessità. La figura che meglio di tutte può spiegare a una figlia come gestire la propria natura sensuale è la madre. Trasferire un concetto di femminilità significa quindi trasmettere la capacità di esprimere se stesse, accettando i propri difetti, valorizzando i propri punti forti e migliorando le proprie debolezza.

SII TU UN MODELLO DI FEMMINILITÀ
Da sempre il modo migliore per insegnare qualcosa ai giovani è mostrare loro un modello e lasciare che lo copino secondo le proprie inclinazioni. La madre in grado di esprimere una femminilità consapevole, priva di ansie e di frustrazioni, è l'esempio di una donna vincente agli occhi della figlia. Educare a vivere in maniera serena la bellezza significa far accettare a chi pensa di rimanere giovane per sempre il naturale scorrere del tempo.

NORMALIZZA LA BELLEZZA
La bellezza è un dono, ma non deve essere sopravvalutata. Se una madre ha la gioia di avere una figlia piacevole d'aspetto, deve anche essere in grado di far capire che il corpo è una delle tante qualità che una donna può sfoggiare, non l'unica. L'imperativo è normalizzare la bellezza, non enfatizzarla, ma piuttosto valorizzare quei tratti fisici e caratteriali che rendono speciale il suo fascino.

VERBALIZZA I SILENZI
In tutti i rapporti umani la comunicazione è fondamentale. Prestare attenzione ai mutamenti delle adolescenti, alle chiusure e alle insicurezze che possono nascondere disagi più grandi è il primo passo per costruire un dialogo reale con la propria figlia. Trasformare in parole quelle che potrebbero essere le sue emozioni è un buon modo per restare in contatto con il suo mondo interiore.

MEDIA TRA OMOLOGAZIONE E PERSONALITÀ
Una madre che riesce a insegnare il corretto bilanciamento tra il naturale bisogno di omologarsi e l'affermazione della propria identità trasmette alla propria figlia un'immagine vincente della propria personalità. Fornire alternative positive e costruttive che catturino l'attenzione significa lasciare all'adolescente la possibilità di decidere chi diventare. Se è naturale sognare di essere una star, è importante anche proporre modelli di donne normali dalla storia straordinaria.

LA BELLEZZA È UNO STRUMENTO, NON MASCHERA
La bellezza per un'adolescente non deve mai diventare una maschera dietro cui nascondersi. Al pari dell'intelligenza e del carattere l'aspetto fisico è uno dei tanti strumenti a disposizione di una ragazza che si affaccia al mondo della femminilità adulta. Incuriosire, dare nuovi stimoli e nuovi spunti permette alle giovani donne di comprendere che la bellezza non è una veste claustrofobica senza la quale non si può vivere una volta che sfiorisce.

ALTERNA CONCESSIONI E RESTRIZIONI
È il metodo tradizionale del bastone e della carota. Per frenare la corsa velocissima dei giovani verso l'età adulta, corsa nella quale spesso rischiano di bruciare troppe tappe legate alla loro maturazione affettiva e sessuale, è importante che una madre sappia quando imporre restrizioni severe. Al tempo stesso una madre che vieta sempre sortisce l'effetto opposto. Quindi sì alle concessioni, soprattutto emotive, coerenti con l'età della figlia adolescente.

MEGLIO ROMPISCATOLE CHE LIBERALE
Una madre di cui lamentarsi perché è troppo rompiscatole è meglio di una che concede qualunque cosa. Proprio per quanto dice il punto precedente, è importante che un'adolescente abbia ben chiaro il discrimine tra trasgressione e regole. Senza i necessari paletti una giovane non comprende nemmeno il senso e il valore di ciò che appare proibito. L'assenza di direttive impedisce di dare il giusto significato alle esperienze che si vivono. La libertà è una competenza, non solo un diritto e, in quanto tale, va gestita e compresa per ottenerne i benefici. In caso contrario diventa uno spazio troppo esteso in cui un adolescente rischia di annaspare fino a perdersi.

EVITA LE COMPETIZIONI E I RISPECCHIAMENTI
Più una madre è realizzata più non si metterà in competizione con la propria figlia. Una donna che vede scorrere il tempo e sfiorire la propria bellezza deve lasciare il passo al fascino della figlia senza paure o rispecchiamenti. L'orgoglio di una figlia piacevole non deve portare la madre a immedesimarsi nella figlia, lasciando intendere che la bellezza sia un valore fine a se stesso cui persino un genitore si ferma pigramente, ma non deve nemmeno porre la madre in competizione con l'inevitabile giovinezza della figlia.

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