11 Settembre Set 2015 1343 11 settembre 2015

«Il mio vicolo? È già sporco»

Alessandro Gassmann si era messo a spazzare la via in cui abita a Roma. Lanciando un'iniziativa contro il degrado della Capitale. Ma il suo appello continua: «Ogni tre giorni occorre intervenire».

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Con una scopa in mano e tanta buona volontà, Alessandro Gassmann aveva mantenuto la promessa annunciata: per dare il buon esempio ai romani e incitarli a tenere pulite le strade della Capitale si era messo al lavoro ripulendo il vicolo del centro storico in cui abita. Documentando il tutto via Twitter con l'hashtag #romasonoio. «È stata una provocazione mirata», ha raccontato l'attore al Corriere della Sera - in questi giorni  impegnato alla Mostra del Cinema di Venezia. «Aveva lo scopo di denunciare in maniera forte le condizioni in cui versa la città di Roma, la nostra città». Gassmann non ha intenzione di rinunciare a continuare il suo lavoro per la buona causa romana: «Il prossimo passo non può essere un’altra provocazione, ma la continuità costante della denuncia. È sotto gli occhi di tutti la situazione, viviamo tutti in questa città davvero messa male, soprattutto nelle periferie, ma anche nel centro storico».

«OGNI TRE GIORNI SERVE INTERVENIRE»
Ma, ha raccontato l'attore, il vicolo che aveva pulito è tornato sporco «dopo tre giorni dalla mia ramazzata». «Ne approfitto per fare un annuncio a tutti coloro che intendono seguire il mio esempio: ogni tre giorni occorre intervenire». Le ragioni di tanta sporcizia dove vanno ricercate? «Le strade non si sporcano da sole. In maggioranza è soprattutto colpa dei romani, o meglio, di coloro che abitano a Roma e che non sempre sono nativi. Ci sono però anche tanti turisti maleducati». Ma il compito di tenere pulita la città è dei cittadini, non dell'amministrazione?: «No, ma non posso restare a guardare il degrado di una città che è anche una cosa mia: mi vergogno di quello che scrivono i giornali stranieri! Veniamo descritti come zozzoni! Ci vuole un moto d’orgoglio», ha detto Gassmann al Corriere.

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