8 Settembre Set 2015 1818 08 settembre 2015

«Avrei preferito essere violentata da un uomo»

A Chester, in Inghilterra, una ragazza che credeva di aver fatto sesso con uomo, ha scoperto che si trattava invece di una studentessa che indossava un pene protesico. Scontro in tribunale.

  • ...
processo chester

«Avrei preferito essere violentata da un uomo», ha dichiarato davanti alla Corte del tribunale di Chester, Inghilterra, una ragazza di 25 anni che sostiene di essere stata ingannata durante più di un rapporto sessuale.
La storia è singolare: una giovane donna, la presunta vittima, avrebbe fatto sesso con una sua ex compagna di studi, Gayle Newland, che credeva invece essere un uomo. Come è possibile? Gayle Newland avrebbe indossato un pene protesico.
Tutto è iniziato quando la presunta vittima ha accettato su Facebook l'amicizia di un uomo (che credeve tale), un certo Kye Fortune, dietro cui si nascondeva invece la sua ex compagna di corso Gayle.

IL PRIMO INCONTRO IN HOTEL
I due si sono incontrati in un hotel, dopo diverso tempo in cui si sentivano, il 22 febbraio 2013 e hanno consumato un rapporto sessuale. La vittima non si è accorta nè durante, nè dopo il rapporto, che si trattava di una donna: Gayle indossava un cappello, aveva il seno fasciato e chiedeva alla 25enne di stare bendata. Il motivo? Key le aveva raccontato di aver subito un'operazione chirurgica in seguito a un incidente, così si sentiva insicuro del proprio aspett0. L'accusa sostiene che in nessun momento la vittima ha acconsentito ad avere un rapporto sessuale con l'uso di una protesi: quindi, ritiene, è stata violentata.
IL SECONDO APPUNTAMENTO
Ma dopo il primo appuntamento la ragazza non si era ancora resa conto della vera identità di Key. Ci è voluto un secondo incontro, avvenuto il 30 giugno nell'appartamento di Gayle. Hanno fatto di nuovo sesso, ma questa volta la 25enne si è insospettita e si è tolta la benda per la prima volta.  Così ha scoperto che si trattava della studentessa che indossava un pene finto.
LA PRESUNTA VITTIMA SOTTO CHOC
Key e la vittima hanno stretto amicizia su Facebook nel 2011. Quando la loro relazione virtuale è iniziata, la vittima ha chiesto diverse volte a Key di incontrarlo, ma lui si defilava inventandosi una scusa dopo l'altra. E al telefono riusciva a simulare una voce maschile.
La vittima ora si dice completamente scioccata, mentre Gayle si difende e sostenendo che che la 25enne conosceva la sua identità sessuale e che le due erano d'accordo. Il processo è in corso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso