7 Settembre Set 2015 1007 07 settembre 2015

Autismo, anche il sesso conta

Una ricerca della Stanford University ha dimostrato che le ragazze affette dal disturbo neuro-psichiatrico presentano comportamenti meno ripetitivi e limitati dei maschi.

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Differenze cerebrali provocano diversi comportamenti. È questa la spiegazione dietro alla scoperta della Stanford University School of Medicine che mostra come l'autismo generi disturbi specifici a seconda che il paziente sia maschio o femmina. Sintomi diversi però significano anche cure differenti. Ed è proprio questa l'importante novità dello studio americano.

DUE DATABASE PER UN'UNICA RICERCA
Gli autori della ricerca della scuola di medicina di Stanford, pubblicata sul giornale scientifico Molecular Autism, hanno esaminato due database relativi all'autismo. Uno, il National Database for Autism Research che comprendeva 123 ragazze e 614 ragazzi di età compresa tra i 7 e i 13 anni con autismo ad alto funzionamento, l'altro, l'Autism Brain Imaging Data Exchange, che raccoglie scansioni cerebrali di 25 ragazzi e 25 ragazze autistici più 19 tra ragazzi e ragazze che non presentavano disturbi neuro-psichiatrici. I soggetti di entrambi i database sono stati raggruppati per età e quoziente intellettivo medio. È emerso che le bambine e le ragazze con autismo hanno comportamenti meno ripetitivi e limitati rispetto ai coetanei maschi.

TRATTAMENTI DIVERSI PER MASCHI E FEMMINE
L'esame delle scansioni cerebrali ha mostrato che ci sono delle differenze significative a livello del cervello tra maschi e femmine. In particolare le aree encefaliche interessate dalla ricerca sono quelle legate alla funzione motoria che determinano i comportamenti ripetitivi tipici dell'autismo. Kaustubh Supekar, uno degli autori dello studio statunitense, ha spiegato alla stampa il risvolto pratico di questo importante risultato scientifico. «La scoperta di differenze di genere a livello comportamentale e cerebrale suggerisce che i medici potrebbero focalizzare diagnosi e trattamenti in modo diverso per le ragazze rispetto ai ragazzi autistici».

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