4 Settembre Set 2015 1645 04 settembre 2015

Povere ma belle?

Allarme sociale in Messico, dove spopola l'hashtag #pobrezafilia: giovani ragazze postano le proprie foto discinte scattate in contesti miseri o squallidi.

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Se Instagram è il regno delle foto filtrate e patinate, patria d'elezione di inarrivabili supermodelle e ragazze comuni comunque impeccabili, che studiano ogni singolo aspetto del loro selfie, dallo sfondo al makeup passando per la messa in piega, Twitter rischia invece di passare per il social degli autoscatti sciatti, volgari e ambientati nei peggiori bassifondi. Merito, o colpa, dell'hashtag #pobrezafilia, alla lettera 'passione per la povertà', sotto cui sono indicizzate centinaia di foto che ritraggono ragazze di etnia messicana, spesso completamente nude, in contesti di estremo squallore.
Tweet riguardo #pobrezafilia


DISCRIMINAZIONE AUTOINFLITTA
Pareti scrostate o ammuffite, letti sfatti, lampadine che penzolano nude dal soffitto, mise che sembrano acquistate nei più balordi sexshop di provincia. Sono gli elementi che ricorrono, sempre e immancabilmente, nelle foto in questione. Di ora in ora, le foto postate diventano sempre più esplicite. A volte postate direttamente dalle protagoniste degli autoscatti, altre volte da account che sembrano nati appositamente per l'occasione. I sociologi hanno già lanciato l'allarme, e spiegano al sito themorningnews.com che questo fenomeno può essere descritto come una sorta di «discriminazione autoinflitta», al contempo razzista e sessista. Le donne ritratte (o che si ritraggono), infatti, non sono mai di pelle bianca. Inoltre, l'hashtag è diventato velocemente il veicolo ideale per portare avanti l'odiosa pratica del revenge porn. In altri casi, invece, sono altre donne a diffondere le foto per screditare le 'rivali' e dimostrare di appartenere a uno status sociale più alto.

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