19 Agosto Ago 2015 1610 19 agosto 2015

A scuola di breakdance

Dall'allenamento, agli esercizi di coordinazione passando per l'atteggiamento giusto. Ecco tutti i segreti della danza che cattura l'umore della strada. E non è affatto 'men only'.

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Un po' la danza nell'era di Youtube, un po' la danza che viene dalla strada e degli umori della strada si alimenta e un po' la danza-lotta che, in Italia, si declina troppo spesso al maschile. È la breakdance, nata negli anni 70' nel Bronx, a New York, nella quale ciò che sembra istintivo e disordinato invece esige durissimo allenamento. Una forma di arte magnetica che sembra intrattenimento e invece nasce come una vera battaglia di corpi. Chi la balla è un guerriero con dei codici morali e uno stile di vita precisi. La sua danza è una guerra nata per sostituire il suo equivalente armato tra le più pericolose gang del Bronx, ai tempi in cui le vittime cominciavano ad essere davvero troppe. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti ma l'essenza della  breakdance è rimasta la stessa. Detto con le parole di un campione italiano come Gorskiy Roman in arte Froz: «Nel breaking, come nella vita, non si ha mai la certezza di farcela ma solo quella di dover lottare. Credete nelle vostre forze: non abbiamo più nulla da perdere ma c'è ancora un mondo intero da guadagnare».

IL FILM
Dopo il National Cypher italiano del Red Bull BC One, grande competizione di breakdance dove lo scorso maggio a Roma si sono sfidati i migliori talenti italiani, si torna a parlare di questa danza-lotta con Breaking Dance,  dal 19 agosto nei cinema italiani. Nella pellicola ideata dai creatori di Step Up, diretto da John Swetnam e interpretato da Julie Warner e Jordan Rodrigues, la cornice è la breakdance e la protagonista si chiama Casey e da sempre sogna di diventare una ballerina. La grande occasione arriva quando un manager in cerca di talenti si imbatte  in rete in un video di Casey e del suo gruppo e contatta proprio lei per offrirle un' opportunità. A quel punto dovrà decidere se cogliere al volo l'occasione o lasciandosi alle spalle il suo gruppo.

NON SOLO UOMINI
Nella nostra realtà italica la breakdance è ancora dominata dagli uomini: le donne affollano le palestre ma i campioni sono uomini. Dal b-boy di origine russa Froz della crew Bandits ai siciliani DannytheDAGA della crew Last Alive. Di b-girls non si parla mentre i b-boy sono molti e agguerriti. E sia chiaro che è solo una questione culturale, il fisico non c'entra: i passi base sono uguali per uomini e donne e sta solo alle ragazze decidere se ballare come gli uomini o scegliere uno stile personale; se girare sulla testa lavorando sulla forza e la potenza, come fanno gli uomini, o sull'equilibrio come sarebbe più istintivo e facile per le donne.

LA BREAKDANCE NEGLI USA
Anche se nasce come un fenomeno tradizionalmente maschile, la breakdance femminile esiste fin dai primordi, come dimostrano le sfide tra b-girls al Lincoln Center Out of doors, mitico festival newyorkese di variegati eventi. Sfide all'ultimo sangue e occasioni per mostrare che le capacità atletiche delle b-girls non sono certo minori di quelle dei b-boys. Negli States, dove le b-girls sono tante, durante le gare ci si è organizzati anche per accogliere i bambini delle danzatrici o di chi vuole assistere in spazi appositi e, non ultimo, le giurie non sono mai interamente maschili.

MA SI PUOI IMPARARE A SCUOLA?
Anche se è nata nelle strade e i più bravi b-boys non puoi che trovarli impegnati a scaricare tutte le loro energie negli angoli delle metropoli, la breakdance è protagonista anche in moltissime scuole di danza e palestre. E se lo stile di vita e l'atteggiamento non si insegnano,di certo le scuole possono indirizzare, suggerire, stimolare e, ovviamente, dare le basi a chi poi potrà sprigionare in strada o in contesti meno accademici, il proprio talento o anche soltanto la propria energia. Nelle scuole impari i passi della breakdance, costruisci le coreografie e lavori sul perfezionamento dello stile. Il resto, a differenza di altre discipline, semplicemente non puoi impararlo. Devi sentirlo e provarlo in contesti urbani collettivi e di strada. In Italia sono oltre un centinaio le scuole  grazie alle quali ci si può avvicinare alle breakdance, con alta concentrazione in Lombardia e in Emilia Romagna e più bassa nelle regioni meridionali. Si comincia imparando il toprock, il passo base, col quale si introducono gli altri movimenti, il basic rock e l'indian step, col quale si segue il ritmo della musica. Dopo la fase in piedi, si passa alla fase per terra, al downrock, seguito dai 4 moves drop, kneepdrop, sweep, corckscrew e il salto all'indietro. Solo alla fine si impara il freeze, ovvero i moves tradizionali per porre fine alla propria esibizione.

BREAKING DA AUTODIDATTI
Molti lo fanno da soli. Ma è meno semplice di quanto sembri. Intanto qualche imperativo imprescindibile: allenatevi in palestra con i macchinari a disposizione in modo da far lavorare tutta la muscolatura e non solo le gambe, eseguite numerose flessioni e addominali sino allo stremo e non dimenticate che la corsa è molto importante. I primi step, prima di tentare qualunque passo e acrobazia, stanno nel raggiungere il giusto peso, in modo che muscoli e articolazioni siano pronti a sostenere lo sforzo, e nel riuscire a conquistare una totale concentrazione per evitare di farsi davvero male. Necessario anche molto, moltissimo stretching per avere una muscolatura sciolta, saper toccare con le mani le punte dei piedi a gambe unite o i polsi dietro la schiena.

LA COORDINAZIONE É TUTTO
Poi si arriva allo step più difficile: il raggiungimento della coordinazione visivo-motoria, la capacità di mixare armonicamente la forza e la concentrazione. È questa la veraessenza della breakdance e quel 'qualcosa' che fa apparire i ballerini snodatissimi e come spinti da misteriose forze interiori. Ma la magia non c'entra: tutto è risultato di allenamento tostissimo. E sono in molti a esercitarsi, dopo la palestra, come i giocolieri facendo roteare le palline e afferrandole mentre si cammina. Il tutto abitua alla concentrazione e a gestire l'intensità dei movimenti delle mani, rendendo così indipendenti gli arti superiori da quelli inferiori. Nella breakdance questo è fondamentale. Ma il punto poi sta nel provare e riprovare, ovviamente proteggendosi con ginocchiere e gomitiere... e nel trovare il coraggio di sfidare altri ballerini-combattenti.

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