18 Agosto Ago 2015 1253 18 agosto 2015

Videogames: un gioco da ragazze

Le donne rappresentano quasi metà dell'universo gamer. Le case produttrici si sono attrezzate e hanno messo in campo eroine forti, con personalità e interiorità. A cominciare dalla nuova Lara Croft.

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Sguardo ammiccante, forme prorompenti e canotta e shorts che lasciamo poco all'immaginazione Si presentava così nel 1996 Lara Croft, l'archeologa inglese eroina di Tomb Rider e, sebbene un personaggio femminile al centro di un videogame fosse una sfida, i canoni estetici con i quali la Croft era stata realizzata aderivano a quelli maschili perché erano sopratutto loro il target di riferimento. Oggi, 19 anni dopo, le cose sono cambiate parecchio: ai videogame si sono avvicinate anche le ragazze e di conseguenza hanno cominciato a emergere avatar forti, combattive e non necessariamente provocanti. I ruoli da 'principessa da salvare' o 'compagna (spesso sexy) di avventure' sembrano essere stati relegati in un angolo.

DALLA NUOVA LARA CROFT ALL' IMPERATRICE DETRONIZZATA DI DISHONORED
Il 2015 sembra essere stato l'anno della svolta. Dalla Lara Croft  di Rise of the Tomb Raider ( in uscita il 10 novembre 2015)combattiva, coraggiosa e con un'interiorità che viene finalmente alla luce, alla Faith di Mirror's Edge: Catalyst, che avrà una progressione nel corso della storia, dovrà adattarsi ai cambiamenti e trovare in se stessa la forza per combattere. Passando per Alloy, la cacciatrice di dinosauri meccanici nel mondo post apocalittico di Horizon: Zero Dawn, che ricorda Ygritte, la combattente dei bruti che fa innamorare Jon Snow in Game of Thrones, e non solo per la capigliatura fulva e ribelle. Ci sono poi quei videogames che non puntano direttamente su protagoniste femminili, ma offrono la possibilità al/alla gamer di impersonare un uomo o una donna. Come l'imperatrice detronizzata Emily Kaldwin in Dishonored 2. Stesso discorso anche in Fallout 4.

Faith di Mirror's Edge: Catalyst

VIDEOGAMES: NUMERI AL FEMMINILE
Par condicio? No, business visto che secondo un studio della Entertainment Software Association (ESA), il 48% dei videogiocatori statunitensi è donna mentre, fra i gamer, sono più numerose le donne adulte che i minorenni maschi. Stesso discorso in Gran Bretagna: secondo una ricerca dell'Internet Advertising Bureau UK, a giocare è più lei che lui, con percentuali del 52% e del 48%. E in Italia? Secondo i dati del report creato da Gfk Italia e citati su Corriere.it, i gamer sono passati dai 22,2 milioni del 2011 al 29,3 del 2015 e anche quì le ragazze spiccano sono ben rappresentate : erano il 45% nel 2011 e ora contendono il primato ai maschi con percentuali del 49% a 51%. Le cose non vanno altrettanto bene dall'altra parte della consolle o della tastiera: le donne che lavorano nell'industria dei videogames sono il 22% e ancora meno sono quelle al comando. C'è da dire che dal 2009 i numeri sono raddoppiati. Segno che le cose stanno cambiando non solo nel mondo virtuale.

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