10 Agosto Ago 2015 1144 10 agosto 2015

Prostituzione, le star contro Amnesty

Sono molte le attrici firmatarie di una petizione che chiede all'associazione umanitaria di ritirare la proposta inerente la depenalizzazione del sesso a pagamento.

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Non è piaciuta alle attrici hollywoodiane la proposta di Amnesty International di legalizzare la prostituzione. L'organizzazione per la difesa dei diritti umani afferma che criminalizzare la prostituzione non fa altro che aumentare la discriminazione nei confronti delle lavoratrici (e dei lavoratori) del sesso, mentre un riconoscimento da parte delle istituzioni potrebbe condurre a una maggiore assistenza e a condizioni più sicure. Proposta contro cui si sono schierate attrici di primissimo piano come Meryl Streep, Kate Winslet, Anne Hathaway e molte altre.

SEMPRE E SOLO VITTIME
Le star hanno dato il via a una petizione che chiunque può firmare e che chiede ad Amnesty di tornare sui propri passi. La tesi che sostengono i firmatari è che chi per lavoro vende il proprio corpo è sempre una vittima, e anche le pochissime fortunate che non sono sfruttate da organizzazioni criminali sono in realtà costrette a prostituirsi da altri fattori sociali ed economici.

UNA PROPOSTA CONFUSA?
Di altro avviso, evidentemente, sono i membri di Amnesty, anche se per il momento sono poco chiare le intenzioni sottese alla loro proposta. Un'attivista di Amnesty intervistata dal Telegraph, infatti, ha affermato che, per migliorare le condizioni di chi esercita la prostituzione, bisogna depenalizzare, di fatto, anche i reati di sfruttamento e non perseguire i clienti. D'altra parte, però, una stesura della proposta di Amnesty fa cenno agli specifici bisogni dei clienti con problematiche di tipo fisico o psicologico, che solo grazie alla prostituzione riescono ad avere una vita sessuale.

PARLA UNA DIRETTA INTERESSATA
Questo è un punto cruciale per capire se l'interesse di Amnesty è proteggere, appunto, le vite di chi si prostituisce, o riconoscere invece il diritto a contrattare prestazioni sessuali a pagamento tra adulti consenzienti, senza inferenze da parte dello Stato. La questione è spinosa e delicata. Sul Guardian, intanto, la lavoratrice del sesso e attivista Molly Smith ha aspramente criticato le star. Secondo Molly, infatti, la proposta di Amnesty non fa altro che dare voce a quello che è il parere di molte lavoratrici del sesso.

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