10 Agosto Ago 2015 1121 10 agosto 2015

Il pane a casa lo porto io

Più di 2,4 milioni di nuclei famigliari si appoggiano economicamente alle donne. Una situazione sempre più consolidata, anche se in Italia il gentil sesso continua a lavorare meno degli uomini.

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Casa, famiglia e lavoro. È la super mamma che, secondo il rapporto annuale dell'Istat, si sta affermando in Italia. Al bando, quindi, la figura della casalinga. Sempre più donne, infatti, stanno assumendo il ruolo di capofamiglia.

LAVORA SOLO LEI
In più di 2,4 milioni di nuclei familiari a lavorare è solo la donna. Nel 2008 i nuclei monoreddito al femminile erano il 9,6%, nel 2013 sono saliti al 12,5%, arrivando nel 2015 al 12,9%. Un trend destinato a crescere nel tempo. Per l'Istituto di statistica, le ragioni di questa tendenza possono essere riassunte in quattro punti fondamentali.

4 MOTIVI
Una buona istruzione scolastica, l’ingresso di un numero sempre maggiore di straniere, l’aumento dell’età della pensione e la disoccupazione del partner. Sono le cause principali che hanno portato le donne a prendere il posto del partner alla guida della famiglia. A questo, si deve aggiungere la crisi che ha colpito l’economia. Al contrario di quanto accaduto per le donne poco qualificate (impiegate prevalentemente nei servizi per la persona), gli uomini hanno avuto maggiore difficoltà a trovare lavori senza un'esperienza specifica. Una situazione che ha permesso alle donne di mantenere il proprio posto di lavoro.

SOTTO LA MEDIA EUROPEA
Il 'Rapporto Donne' 2015 di Manageritalia conferma che negli ultimi dieci anni è salito del 6,2% il numero delle donne occupate, mentre è diminuito del 3,9% quello degli uomini con un lavoro. Rispetto alla media europea, tuttavia, le donne impiegate stabilmente sono ancora piuttosto poche. In Italia le lavoratrici sono il 46,8% (59,6% è la media europea) rispetto al 64,7% dei maschi.

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