30 Luglio Lug 2015 1102 30 luglio 2015

Amicizia, bene prezioso

L'Onu ha istituito il 30 luglio la giornata dedicata a uno dei più importanti legami umani. Analizzato già da Aristotele, anche le ricerche scientifiche ne attestano l'insostituibilità.

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L'amicizia è la base che permette di costruire ponti fra le persone, comunità, nazioni. Ecco perché nel 2011 l’Assemblea Generale dell’ONU ha istituito il 30 luglio la giornata internazionale dedicata a questo prezioso legame umano che va costruito e alimentato con costanza. La risoluzione delle Nazioni Unite mette infatti un’enfasi particolare sull’importanza di coinvolgere i giovani e i futuri leader in attività comunitarie che mirino a includere le diverse culture e a promuovere la conoscenza e  il rispetto reciproci.

DA ARISTOTELE A GIBRAN
Da sempre l'amicizia è considerata una delle esperienze fondamentali nella crescita di un essere umano. È stata analizzata e celebrata da pensatori e scrittori. In Philia Aristotele analizzò in modo sistematico il sentimento, cercandone il significato più autentico. Secondo il filosofo si può parlare di amicizia proprio quando in una relazione una persona vuole manifestamente il bene dell’altra, in maniera reciproca. Perché l'amico diventa un altro se stesso. Anche Cicerone nel dialogo Laelius de amicitia  riflette sul tema. Per l'autore la vera amicizia è un sentimento del tutto disinteressato, un rapporto insostituibile che, dopo la sapienza, rappresenta il massimo bene cui l’uomo possa aspirare. Molti secoli più tardi Khalil Gibran, nel suo Il Profeta, dà una delle definizioni più felici del sentimento: «Il vostro amico è il vostro bisogno saziato. È il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza. È la vostra mensa e il vostro focolare. Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace».

VALE LA REGOLA 'POCHI MA BUONI'
Anche la scienza ha provato ad analizzare la portata dell'amicizia e gli effetti benefici che quella vera ha sull'uomo. Secondo uno studio della Chapman University che ha preso in esame oltre 25 mila americani con una media di 42 anni, e pubblicato su PlosOne, avere amici con i quali condividere gioie e difficoltà, successi e dispiaceri è uno degli elementi che determinano una buona qualità di vita. Eppure, continua a valere il concetto 'pochi ma buoni': una ricerca dell'Università di Rochester sostiene infatti che  sia impossibile, e anche dannoso, provare a conservare tutti i legami creati in gioventù.

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