17 Luglio Lug 2015 1308 17 luglio 2015

Nasi tribali

Fino agli Anni 70 le donne Apatani dovevano utilizzare dei dilatatori sulla sommità delle narici. Un rito di passaggio non più praticato ma di cui esistono ancora testimonianze.

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In una delle regioni più remote dell'India, l'Arunachal Pradesh, al crocevia tra Birmania, Cina e Buthan, vivono 60mila persone appartenenti alla tribù degli Apatani. Ad attrarre i turisti in questa regione così lontana è un'antica usanza ormai abbandonata ma che ha lasciato i suoi segni sui corpi delle donne. In particolare, sui loro nasi.

UN RITO DI PASSAGGIO
Le fotografie scattate da Cezary Wyszynski sono una testimonianza unica di questa tradizione abbandonata nel 1970. Fino a quel periodo, le donne, subito dopo il menarca, dovevano inserire nelle narici dei vistosi dilatatori nasali, che ne testimoniavano il passaggio all'età adulta. La stessa funzione assolvevano i tatuaggi, linee nere che attraversavano i loro volti. Le origini di questa pratica, secondo la leggenda, vanno ricercate in un lontano passato, quando la tribù degli Apatani doveva affrontare frequenti incursioni nemiche che avevano anche l'obiettivo di rapire le donne più belle del villaggio. Fu allora che il capo degli Atapani decise di sottoporre le donne a questa pratica, per renderle meno desiderabili.

UNA TRIBÙ MODERNA
Le foto, dunque, mostrano le ultime donne rimaste in vita con addosso gli yaping hurlo (così vengono chiamati i dilatatori nella loro lingua). Oltre alle pratiche di modificazione corporea, gli apatani si stanno lasciando alle spalle anche la loro lingua: meno della metà della popolazione è ancora in grado di parlarla. E anche se gli ultimi studi antropologici approfonditi condotti su questa popolazione sono ormai superati, molti osservatori sono concordi nel definire gli Apatani come una delle tribù che più di tutte sta dimostrando di essere in grado di adattarsi ai riti e ai ritmi del mondo moderno.

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