17 Luglio Lug 2015 1019 17 luglio 2015

Dieta zero con prudenza

Perdere due chili in una settimana? Si può, adottando questo regime alimentare che basa la sua efficacia sul fenomeno della chetogenesi. Scopriamo che cos'è e chi può permettersela.

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Lotta senza quartiere a zuccheri e carboidrati. È il pilastro della dieta zero, così denominata proprio perché prevede l'azzeramento dei due nutrienti. L'obiettivo è forzare l'organismo ad attingere ad altre risorse, in particolar modo il grasso. I risultati? Strabilianti, visto che si possono perdere addirittura due chili in una settimana. Ma attenzione: si tratta di una dieta particolarmente stressante per l'organismo, e per questo motivo va seguita per periodi di tempo davvero limitati.

NON È PER TUTTI
La dieta zero infatti viene anche chiamata chetogenica, vale a dire che induce l'organismo ad andare in uno stato di chetosi. La chetosi è un fenomeno che stimola la produzione di corpi chetonici, che di per sé sono tossici e costringono fegato e reni a un lavoro supplementare per poterli smaltire. Insomma, la dieta zero è piuttosto estrema e di sicuro non è tra le più salutari. Se ve la sentite di affrontarla, ecco le fasi che dovete attraversare.

ORGANIZZARSI BENE
Prima di intraprendere la dieta, è necessario organizzarsi stabilendo ingredienti e quantità dei 4 pasti giornalieri. A proposito di ingredienti, devono essere proteici e ricchi di fibre, per garantire un senso di sazietà. Spazio alla verdura dunque (ma patate e carote sono bandite). Pesce, uova e carni bianche sono i benvenuti. Se non si può fare a meno dei carboidrati, si può mangiare dell'avena. Per quanto riguarda i grassi, invece, sì all'olio, alle noci, alle mandorle.

IL DURO INIZIO
Gli alimenti appena elencati sono fondamentali nella prima fase della dieta. Si tratta, ovviamente, della fase più complicata da attraversare, durante la quale i morsi della fame e le abitudini alimentari di tutti i giorni cercheranno di farvi cadere in tentazione. Carboidrati, frutta e alcol sono tabù.

PROGRESSI DA MANTENERE
La seconda fase prevede un allentamento del regime alimentare 'zero'. Le porzioni aumentano pian piano e gli alimenti 'zero', una volta riavviato il metabolismo, non sono più così importanti. Portata a termine la seconda fase, si può iniziare con la terza. L'obiettivo di quest'ultimo step è conservare la forma ritrovata, per non far sì che giorni di sacrifici si risolvano con un nulla di fatto.

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