14 Luglio Lug 2015 1314 14 luglio 2015

Commessa discriminata perché mamma, va risarcita

È questa la decisione della Corte d'Appello di Firenze. Le offese e le minacce che la dipendente ha subito dalla sua superiore erano mobbing.

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«Ti ho assunto sperando fossi sterile ed è solo grazie alle terapie che me lo hai tirato in c…». E ancora «Mi sono rotta di te e dei tuoi figli e non me ne frega un c… se tua figlia sta male. Procurati una fottuta baby sitter, vendi l'auto se non puoi pagartela». Da un capo del telefono c'è una commessa di un negozio di telefonia di Firenze, diventata mamma di due gemelline alla soglia del 40 anni. Dall'altra la sua superiore. I fatti risalgono al 2010 dopo i quali la dipendente si era rivolta al commessa al giudice del Lavoro del tribunale di Firenze tramite l'ex consigliera di Parità della Toscana, Marina Capponi. In primo grado aveva perso la causa, ed stata costretta a pagare le spese legali alla direttrice del negozio e suo marito, il titolare. Sentenza ribaltata però dalla Corte d'Appello, secondo i giudici la mamma, che si era poi licenziata, ha diritto a un risarcimento di 10 mila euro per discriminazione di genere.

UNA MATERNITÀ NON GRADITA
La direttrice non aveva perso occasioni per far presente alla sua dipendente quanto quella maternità le fosse poco gradita. Quando la neomamma era tornata a lavoro dopo il congedo parentale si era sentita 'consigliare' di non rientrare affatto, avendo lei nel mentre assunto un'altra persona per sostituirla. Poi le aveva negato il part-time e una mattina, non appena la commessa aveva chiamato per avvertirla che una delle figlie stava male e chiede un eventuale cambio turno, era stata offesa e minacciata. «Scordati il part time che mi hai chiesto, devi lavorare dato che sei una super mamma e hai voluto dei figli. Vedremo quanto sei dura», si era sentita rispondere. E se il giudice di primo grado aveva etichettato queste telefonate come «un deprecabile diverbio», i colleghi della corte d'Appello l'hanno considerato mobbing puro.

L'INVITO DEL SINDACO NARDELLA
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Firenze Dario Nardella, che su Twitter ha manifestato così la sua solidarietà.


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