6 Luglio Lug 2015 1341 06 luglio 2015

I social media ti vogliono bella

Troppo bella, in realtà. Le adolescenti inseguono modelli irraggiungibili diffusi continuamente su smartphone e tablet. Così salgono i casi di anoressia e bulimia. E anche i maschi sono a rischio.

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Allarme in Gran Bretagna per l'aumento del numero delle ragazzine che finiscono in ospedale a seguito di disordini alimentari, come anoressia nervosa e bulimia. Se nel 2003 le ragazze sotto i diciotto anni che erano state ricoverate per problemi di questo genere erano 658, lo scorso anno sono state 1791, con un aumento del 172%. Che va di pari passo con quello delle 14enni curate in corsia perché si rifiutavano di mangiare, salite dalle 72 del 2003 a ben 336 nella decade successiva.

UN BOMBARDAMENTO CONTINUO
Numeri che spaventano, anche perché gli esperti sostengono che a produrre questo incremento esponenziale di giovani malate sono i modelli proposti dai media e dalla pubblicità. Quelle modelle troppo magre, quei corpi perfetti, che oggi più che un tempo inseguono le ragazzine come una specie di persecuzione attraverso i social media e la connessione perenne garantita da tablet e telefonini. In fondo è come se il 'demone' che le spinge a smettere di nutrirsi fosse davvero onnipresente, mentre fino a dieci anni fa faceva capolino solo dalle riviste o in televisione ma lasciava un po’ di pace negli altri momenti della giornata. Una valutazione condivisa anche dagli esperti italiani, come conferma Claudia Sposini, psicologa specializzata sul disagio giovanile, che ha pubblicato per le edizioni San Paolo anche un libro dedicato al cyberbullismo.

DOMANDA: Secondo lei hanno ragione gli esperti inglesi quando sostengono che l’aumento dei casi potrebbe dipendere dal fatto che attraverso Internet il bombardamento di immagini e modelli difficili da emulare è diventato continuo?
RISPOSTA: I social media pervadono la vita degli adolescenti 24 ore su 24 e quindi è ovvio che siano più continue le influenze. Poi ci sono anche altri aspetti, legati alla risonanza di immagini e giudizi. Ad esempio, se una ragazzina posta su Facebook una immagine di sé in costume e qualcuno si mette a fare commenti negativi, perché non è come una modella, nella sua mente possono scattare reazioni pericolose. Si crea una forma di disagio pesante, che può portare all'anoressia nervosa o alla bulimia. Senza dimenticare che esistono anche altre forme estreme di disagio comportamentale.
D: Ad esempio?
R: Un fenomeno in aumento tra le giovanissime è la tanoressia, cioè l'ossessione per l'abbronzatura. Non sono mai abbastanza soddisfatte della loro abbronzatura, quindi si espongono ai raggi solari in modo eccessivo, vogliono avere lo stesso colorito tutto l'anno e questo provoca disagio e insicurezze. Ma a rimetterci è la salute della pelle, perché l'esposizione eccessiva ai raggi solari può provocare il melanoma.
D: E anche in questo caso Internet ha un ruolo chiave?
R: Certo, perché nelle foto su Instagram o su Facebook tutti sono perfettamente abbronzati. L'effetto dei social media amplifica queste apparenze come le uniche che hanno un valore e permette ai giovani di andare alla ricerca delle loro ossessioni volontariamente e continuamente. Ma non si tratta dell'unico elemento di cui tenere conto. Ci sono anche altri aspetti importanti.

D: Ad esempio quali?
R: Nell'adolescenza il ruolo del gruppo è essenziale e attraverso i social media si è velocizzato moltissimo. Se si posta una fotografia in cui si appare diverse dalle aspettative, perché non abbastanza magre, non abbastanza colorite o non bionde, ecco che scattano le dinamiche di esclusione. Nelle ragazze, ma anche nei maschi, specie in quelli che amano andare in palestra, si generano sentimenti di depressione per l'esclusione, che possono anche portare a problematiche gravi.
D: A suo parere esistono dei sistemi per evitare questi meccanismi o per combatterli quando si innescano?
R: I due modi per prevenire questi problemi sono l'attenzione all'uso dei social media e in generale un forte supporto ai ragazzi in questa delicata fase di crescita da parte della famiglia, che deve restare vicina a loro anche qualora si inneschino meccanismi di circolo vizioso che portano alla malattia.
D: Perché è così importante il sostegno durante la malattia?
R: Risolvere da soli problemi come anoressia nervosa o bulimia è impossibile. Bisogna ricorrere alla terapia, personale o magari familiare, perché a volte anche problemi familiari o un rapporto difficile con i genitori portano a queste reazioni. Di certo non si deve ricorrere agli psicofarmaci. A questa età sono fortemente sconsigliati.

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