3 Luglio Lug 2015 1135 03 luglio 2015

Farkhunda, annullate le condanne a morte

La 27enne afghana era stata linciata da una folla composta da decine di persone, mentre la polizia assisteva senza intervenire.

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AFGHANISTAN-UNREST-WOMEN-RELIGION

Non avrà luogo la condanna a morte per i 4 uomini riconosciuti colpevoli del brutale omicidio di Farkhunda, 27enne afghana ingiustamente accusata di aver bruciato una copia del Corano. Tre di loro dovranno affrontare vent'anni di carcere, mentre il quarto solo dieci. Ma parlare di omicidio è riduttivo. Decine di uomini infatti hanno preso parte a quello che è stato un vero e proprio linciaggio, svoltosi davanti a molti agenti di polizia che non sono intervenuti.

IL LINCIAGGIO
I fatti si sono svolti a Kabul nel marzo del 2015. Farkhunda era stata accusata da un mullah di aver dato alle fiamme il testo sacro dell'Islam. Le parole del mullah avevano aizzato centinaia di persone contro la giovane donna, che venne picchiata, gettata giù da un tetto, investita e data alle fiamme, senza che la polizia, pur presente, intervenisse.

IL PROCESSO
Il processo ha coinvolto 50 imputati, ma molti di questi sono stati rilasciati per mancanza di prove, e altri otto sono stati condannati a sedici anni di carcere. I genitori di Farkhunda, dopo la sentenza della corte d'appello, continuano a chiedere giustizia. Nonostante la legislazione afghana garantisca pari diritti a uomini e donne, queste ultime spesso non riescono a ottenere giustizia in tribunale.

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