30 Giugno Giu 2015 1004 30 giugno 2015

«Io quello non lo mangio»

I bambini a tavola fanno i capricci, si sa. Ciò che ancora non si sapeva è che ognuno è schizzinoso a modo suo. Ecco i quattro tipi di comportamento individuati da una ricerca americana.

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Capricci a tavola? Un modo di essere. È una delle tante interpretazioni che potremmo dare a una ricerca della University of Illinois riportata da Scientific American. Lo studio ha coinvolto 170 bambini tra i due e i quattro anni, oltre ai loro genitori che hanno dovuto prendere appunti sul comportamento dei figli a tavola. È emerso che non c'è un solo modo di essere schizzinosi, ma è possibile suddividere i vari capricci in quattro macroaree. Scopriamo quali.

I SENSORIALI
Chi non sopporta le bucce, i semini o le fibre dei vegetali sfaldarsi sotto i denti; chi proprio non ne vuole sapere di mangiare quel cibo con quell'odore lì. Sono i bambini sensoriali, cioé quelli che si rifiutano di mangiare qualcosa a causa della sua consistenza o del suo odore.

I PREFERENZIALI
«Chi lascia la via vecchia per la nuova, sa quello che lascia ma non sa quello che trova». Se i bambini preferenziali fossero a conoscenza del proverbio, probabilmente ne farebbero il proprio motto. A tavola hanno poche ma solide certezze, e guai ad uscire da quei binari sicuri. No ai cibi nuovi, no ai cibi mescolati tra loro in maniera poco invitante.

I PERFEZIONISTI
«Chi ha osato infilare la sua forchetta nel mio piatto?». Lo schizzinoso perfezionista non tollera di dover mangiare qualcosa che è stato assaggiato da altri. Che si tratti di un cibo o di una bevanda, la 'territorialità culinaria' è un principio irrinunciabile. E poi chi ha davvero voglia di assaggiare la saliva altrui?

I RESPONDER COMPORTAMENTALI
Con questi bambini la battaglia a tavola non ha nemmeno inizio. I responder rifiutano di sedersi, magari perché sono stati interrotti durante i loro giochi e si rifiutano di sottostare a orari imposti da qualcun altro. Oppure, vorrebbero mangiare, ma hanno pretese impossibili che, di fatto, si traducono in un vero e proprio ostruzionismo.

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