15 Giugno Giu 2015 1632 15 giugno 2015

Leggi un libro e poi sorridi

La lettura? Non serve solo per informarsi o per far passare il tempo, ma anche per sviluppare l'empatia e superare momenti difficili.

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La buona notizia è che leggere libri rende felici. La cattiva è che in Italia si legge sempre meno. Diventerà quindi un Paese sempre più triste? Speriamo di no. Ma, intanto, in un'epoca in cui la lettura diventa sempre più frammentaria ed è fatta, più che di paragrafi e capitoli, di tweet, status e hashtag, si moltiplicano le ricerche e gli studi che dimostrano tutti gli effetti benefici che derivano dal leggere libri. La lettura modifica in profondità il cervello. In particolare, chi legge romanzi d'autore sviluppa un tasso di empatia maggiore, qualità che è stata riscontrata già nei bambini (chi guarda troppo tv, al contrario, si chiude in se stesso). Non a caso, la pratica della biblioterapia è in grado di curare alcune patologie emotive. Ceridwen Dovey, in un articolo per The New Yorker, spiega perché in 10 punti.

QUALCUNO TI ASCOLTA
Il biblioterapeuta vi ascolta. Uno dei piaceri maggiori della lettura è poter poi condividere le emozioni e le sensazioni sperimentate sulle pagine con qualcuno che sia realmente interessato a quello che avete letto.

AFFRONTARE SÉ STESSI
Tra lettore e libro si innesta una sorta di silenzioso dialogo, dove l'arricchimento è reciproco. Il lettore riflette su se stesso mentre vive le vicende dei protagonisti. Legare le proprie impressioni e i propri sentimenti a un libro permette quindi di parlare di sé stessi con meno inibizioni.

SPIRITUALITÀ SEMPLICE MA NON BANALE
Troppo spesso le faccende dello spirito sono trattate con termini aulici o eccessivamente metafisici e predicatori. Legare le proprie emozioni a un libro significa guardare a queste da prospettive differenti, senza cadere in frasi fatte e riflessioni banali.

AGGANCI EMOTIVI
In tutti i libri sono presenti episodi e stati d'animo che riconducono a esperienze personali. Un'ulteriore occasione di riflessione per il lettore, che può ripensare al proprio passato e meditare sulle sue azioni.

CHE LIBRO MI CONSIGLI?
Il biblioterapeuta è una persona di grande cultura, che sa sempre, sulla base delle vostre condizioni emotive, quale libro consigliare in un determinato momento.

VIAGGIARE AL DI LÀ
Leggere un libro significa restringere lo spazio che divide il sé dal resto dell'Universo. Solcare le pagine è un po' viaggiare nella trascendenza. Come affermava Virginia Woolf, «il libro ci divide in due parti», perché la lettura elimina l'ego e assicura invece l'unione perpetua con un'altra mente.

A CIASCUNO IL SUO
La biblioterapia non è solo una. Ad esempio, esistono circoli di lettura dedicati ai carcerati o agli anziani affetti da demenza, e la discussione può essere di gruppo o tête-à-tête.

UNA TRADIZIONE MILLENARIA
«Questo posto guarisce l'anima». Era l'iscrizione che sovrastava una biblioteca di Tebe, ai tempi degli antichi greci. Anche una presunta citazione di Cicerone sostiene che «una casa senza libri è come un corpo senz'anima». E Sigmund Freud, secoli dopo, basò i suoi studi anche sulle analisi psicologiche dei romanzi ottocenteschi. Qualche decennio più tardi, William Menninger diffuse per la prima volta nella comunità scientifica i metodi della biblioterapia.

IL LIBRO GIUSTO AL MOMENTO GIUSTO
Si legge anche quando va tutto bene. Ma nei momenti bui, nelle fasi più difficile della vostra vita, il libro giusto letto al momento giusto sarà in grado di offrire soluzioni inaspettate a problemi che magari vi assillano da tempo. In ogni caso, la lettura ha sempre una funzione di conforto.

10, 100, 1000 LIBRI
Infine, l'empatia. Leggere attiva le stesse aree cerebrali che si attivano quando si vive direttamente un'esperienza. E se chi è allergico ai libri può vivere un'unica vita, la propria, chi legge conoscerà migliaia di persone diverse che abitano centinaia di mondi differenti.

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