Istruzione 17 Marzo Mar 2015 1236 17 marzo 2015

Matematica Kung Fu

30 insegnanti cinesi in Gran Bretagna per trasferire il loro metodo nelle scuole inglesi.

  • ...
dv1940003

Lezioni di matematica in stile cinese per diventare più abili e più competitivi. Il governo britannico ha appena avviato un progetto che prevede di invitare 30 insegnanti di Shanghai perché possano trasferire il loro metodo di lavoro nelle scuole inglesi. L’idea nasce dalla constatazione che i ragazzi cinesi hanno risultati decisamente migliori degli inglesi in matematica secondo i risultati del Programma di valutazione internazione degli studenti (Pisa ranking). Dopo anni di bassa classifica, il ministero dell’istruzione britannico si è convinto a varare una sperimentazione che durerà due anni per provare un metodo di insegnamento diverso. Un’iniziativa non da poco, visto che coinvolgerà una trentina di scuole inizialmente primarie e poi secondarie e che costerà alle casse inglesi qualcosa come 11 milioni di sterline, circa 15 milioni di euro.
Le prime classi pilota sono già partite e prevedono che oltre agli allievi nell’aula con i docenti provenienti dal paese del Sol Levante ci siano anche una serie di maestri che devono imparare il sistema. Che, a ben guardare, non si discosta molto da quello italiano.

DAI BANCHI AGLI ESERCIZI
La prima differenza consiste nella disposizione dei banchi, che sono in file ordinate una dietro l’altra, rivolte verso la cattedra, anziché in piccoli circoli, come accade normalmente in  Gran Bretagna. Poi l’insegnante spiega in modo profuso operazioni e conti, invitando i ragazzi a ripetere e ripetere e a fare esercizio, a casa o a scuola. Un approccio più intensivo rispetto a quello inglese. Che però assomiglia decisamente a quello italiano. Se infatti le differenze tra Cina e Gran Bretagna sono significative, la stessa cosa non succede quando si comparano lo stile di Shangai e quello delle maestre del Belpaese. Anche da noi ci sono le file di banchi, si ripete parecchio, si fanno molti conti.

LE TABELLINE PRIMA DEGLI 8 ANNI
E poi c’è la questione dell’apprendimento. In Cina le tabelline vanno imparate per bene prima degli otto anni (come da noi) mentre in Inghilterra ancora all’anno otto, che è quello corrispondente più o meno alla nostra terza media, si cerca di farle memorizzare ai ragazzi con tanto di esercitazioni e verifiche.

IN CLASSE BAMBINI DELLA STESSA ETÀ
L’altra differenza significativa tra Gran Bretagna e Cina, su cui il progetto dovrà lavorare, riguarda il fatto che gli allievi stanno in classi divise per età, mentre in Gran Bretagna ci sono classi che comprendono anni diversi e poi vengono suddivise in gruppi, a seconda della materia e in base alle competenze e inclinazioni del singolo. Questo significa che se un bambino di 8 anni se la cava bene in matematica può finire nel gruppo con quelli di 10 anni, mentre uno di 10 più portato per la letteratura resterà a fare i conticini con i piccoli. In Cina, invece, si pretende che tutti raggiungano l’obiettivo didattico prefissato per la loro età. Un po’ come accade – o dovrebbe accadere – in Italia, dove per ogni anno anagrafico ci sono target da raggiungere e competenze da assimilare.

AULE SPOGLIE
Le ultime tre differenze tra Gran Bretagna e Cina riguardano il luogo, il tempo e i maestri. Nel primo caso le classi inglesi sono allegre, colorate, piene di cartelloni, parole e simboli mentre quelle cinesi non hanno particolari orpelli.

LEZIONI BREVI MA INTENSE
Quanto al tempo, invece, in Gran Bretagna le ore di lezione durano 70 minuti, più rilassati probabilmente, mentre a Shangai 35 minuti di docenza intensiva e 15 di esercizio in comune sono più che sufficienti.

LA MAESTRA DEVE ESSERE SPECIALIZZATA IN MATEMATICA
L’ultimo capitolo, quello dei docenti, marca il confine anche per l’Italia. A Shangai la maestra di matematica è specializzata in quello, fa due ore di lezione al giorno e per il resto del tempo è a disposizione dei ragazzi per dubbi e approfondimenti. In Gran Bretagna le insegnanti si occupano diverse materie e sono sempre in classe. Un po’ come accade da noi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso