Salute 16 Gennaio Gen 2015 1417 16 gennaio 2015

Altolà alla sigaretta

In Inghilterra vietato il fumo in auto in presenza di minori. E l'Italia va nella stessa direzione.

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Secondo uno studio, quando si fuma nell'abitacolo di una vettura, i livelli di smog si decuplicano.

La crociata contro il tabagismo non si ferma. Dal primo di ottobre in Inghilterra sarà vietato fumare in automobile se a bordo ci sono bambini e ragazzi sotto i 18 anni. Una stretta decisiva nella lotta al fumo su cui il governo sta ragionando in queste settimane, dopo un primo passaggio favorevole in dicembre. La decisione definitiva è prevista nel giro di un paio di mesi e l’applicazione della legge all’inizio dell’autunno. In anticipo rispetto all’analoga proposta formulata in Italia nei giorni scorsi dal ministro della salute Beatrice Lorenzin.

L'INSIDIA DEL FUMO PASSIVO
Secondo il suo collega inglese Jeremy Hunt, che con il proprio dicastero ha sostenuto la proposta, la normativa in via di approvazione potrebbe diventare la seconda grande rivoluzione dopo la legge del 2007 che vietò di fumare nei locali pubblici. Un passo necessario, se si analizzano i dati della British Lung Foundation, la fondazione che in Gran Bretagna si occupa di prevenire i tumori al polmone. Secondo le stime degli esperti, infatti, ogni settimana circa 430mila bambini sono esposti al fumo passivo delle sigarette consumate da genitori, nonni e baby sitter che li vanno a prendere a scuola e li accompagnano agli allenamenti di calcio o alle lezioni di danza. Ma l’auto di famiglia è più pericolosa delle grandi aziende attive a due passi da casa, stando ai risultati di una ricerca condotta nel 2012 dall’università di Aberdeen, in Scozia.

LIVELLI DI SMOG DECUPLICATI NELL'ABITACOLO
Secondo il loro studio, condotto analizzando le abitudini di 17 guidatori (di cui 14 fumatori convinti), nell’abitacolo della vettura, quando si fuma, i livelli di smog si decuplicano e le concentrazioni del particolato arrivano a centuplicarsi. Con effetti devastanti sugli altri occupanti del mezzo, soprattutto quando si tratta di bambini che hanno una frequenza respiratoria maggiore, un sistema immunitario meno sviluppato e se sono piccoli e non sono in grado di spostarsi per evitare che il fumo gli arrivi addosso.

NO ANCHE ALLE SIGARETTE ELETTRONICHE
Proprio di recente, del resto, l’associazione britannica dei medici ha sostenuto pubblicamente che gli adulti devono smettere di fumare in presenza dei minorenni, in auto come in casa, perché il danno arrecato alla loro salute è comprovato. E la crociata non si limita alle auto. visto il successo del divieto di vendere sigarette ai minorenni, il ministero sta pensando di estendere la restrizione anche alle sigarette elettroniche.

IL FUMO E LE PATOLOGIE DERIVATE PRIMA CAUSA DI MORTE
In Inghilterra il tema della battaglia al tabagismo è in primo piano e la discussione sulla legge viene seguita con attenzione anche dall’opinione pubblica. Le associazioni di volontariato e quelle che si occupano di salute sono favorevoli al progetto, che porterebbe il Paese all’avanguardia, visto che al momento in Europa solo Cipro vieta il fumo sulle auto private se trasportano minori di 16 anni. In Italia se ne sta parlando in questi giorni e anche la Francia sta considerando di adeguarsi a questa indicazione restrittiva. Fuori dal Vecchio Continente hanno già approvato il divieto l’Australia e il Sudafrica, alcuni dei Paesi membri degli Stati Uniti e qualche provincia del Canada. Le statistiche, del resto, mettono in guardia dal tabagismo, all’estero come in Italia. Nel nostro paese, ad esempio, le patologie correlate al fumo risultano ancora la prima causa di morte, con 70mila decessi l’anno.

IN POLONIA DIVIETO DI FUMARE IN PUBBLICA IN CASO DI EVENTI PUBBLICI
Le nuove generazioni sono quelle su cui concentrare gli sforzi maggiori, da una parte perché si sta registrando la tendenza spiccata all’abbassamento dell’età della prima sigaretta, che ormai viene 'provata' intorno agli 11 anni, e dall’altro perché bambini e ragazzi spesso sono costretti a subire le conseguenze del 'vizio' dei genitori. Il fumo passivo resta il nemico più subdolo, ma in diversi Paesi sono state promosse regole precise per contrastarlo. Come il divieto di fumo all’aperto, se ci sono eventi pubblici o sportivi, che è attivo in Polonia, Croazia e Macedonia. In Spagna, nei parchi pubblici dedicati ai bambini e vicino a scuole e ospedali le sigarette sono bandite, mentre in Ungheria si rischia la multa se si fuma alle fermate del bus. Fino alla scelta estrema della Lettonia, dove, in alcune zone, è vietato fumare anche sul balcone se ci si trova in uffici o luoghi aperti al pubblico.

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