Tecnologia 30 Dicembre Dic 2014 1218 30 dicembre 2014

Le bugie sui social alterano il ricordo dei fatti

Abbellire la realtà quotidiana per renderla più interessante influenza la memoria.

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Piccole bugie 'social' per abbellire la propria realtà quotidiana e renderla più interessante può essere un giochino divertente e sembra ormai un’abitudine, ma attenzione all’amnesia digitale, ossia al processo di rimozione degli eventi reali che può portare a convincersi che le cose siano effettivamente andate come le abbiamo descritte su Twitter o Facebook.

SONDAGGIO IN GRAN BRETAGNA
A lanciare l’allarme sul quotidiano britannico Daily Mail è lo psicologo Richard Sherry, dopo che i risultati di un sondaggio svolto in Gran Bretagna dal sito di social networking Pencourage hanno mostrato che il 68% degli utenti esagera o mente quando documenta online un evento della propria vita. Un fenomeno diffuso maggiormente tra i giovani, che sentono di più il peso di non apparire noiosi.

IDENTITA COSTRUITA IN MODO IDEALE
«Sui social network tendiamo spesso ad avere un’identità costruita in modo ideale, un po’ come noi migranti digitali facevamo da adolescenti quando sognavamo ad occhi aperti il nostro futuro» ha spiegato Federico Tonioni, responsabile dell’Ambulatorio dipendenze da Internet del Policlinico Gemelli. «La differenza  è che ora ciò che rimaneva nell’ambito dell’immaginario è sostituito dal digitale e quindi abbiamo anche la responsabilità degli aspetti ideali della nostra identità» ha osservato.

IL WEB È SOLO UN VEICOLO
L’esperto ha inoltre rilevato che «l’interazione sui social network non prevede il contatto fisico, è possibile travalicare la dimensione concreta della relazione, essere chiunque e confondersi, anche perché non abbiamo in molti casi un’identità salda, ma in divenire, in fieri, soprattutto da adolescenti. Ecco perché - ha aggiunto - possiamo provare un sentimento di dispersione dell’identità, che può essere un’esperienza da cui usciamo subito o diventare qualcosa di più grave». Per Tonioni «la responsabilità di tutto questo non è però da attribuire al web in sé, che in questo caso è solo un veicolo che serve ad amplificare certe problematiche, dipende tutto da noi stessi, da alcuni tratti della nostra personalità».

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