Studi 5 Settembre Set 2014 0956 05 settembre 2014

Tutta colpa del ciclo

La sindrome premestruale è alla base del 30% dei divorzi. Lo dicono alcune ricerche internazionali.

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Secondo alcune ricerche, la sindrome premestruale è alla base del 30% dei divorzi.

Getty Images/iStockphoto

Sarebbe dietro la fine del 30% dei matrimoni in tutto il mondo. Un dato, calcolato in media, che ha spinto gli esperti a lanciare un vero e proprio allarme. Perché la sindrome premestruale, nota anche con l'acronimo Pms, non è solo un problema per molte donne, ma ha anche ripercussioni di ordine sociale.
CAUSA DEL 30% DEI DIVORZI
I primi ad aver studiato questo fenomeno sono stati i ricercatori della Scietà spagnola di Ginecologia e ostetricia: hanno provato che i cambiamenti nell'umore e nelle abitudini che caratterizzano le donne affette da questa patologia, che causa dolori intensi, si nascondono dietro il 30% dei divorzi, su scala globale. Ma nonostante questo molte pazienti sottovalutano il problema e non curano la malattia.
Un sondaggio condotto nel 2009 ha, infatti, dimostrato che l’80% delle signore affette da questa sindrome non ha mai consultato lo specialista. E che il restante 20%, dopo aver parlato con un medico, si è sentita rispondere che i suoi disturbi sono normali e per questo non è necessario sottoporsi ad alcuna terapia.
SINDROME SOTTOVALUTATA
Eppure i cambiamenti ormonali determinati da questo disturbo continuano a rappresentare un costo sociale, e in moltissimi casi personale, elevato. La dimostrazione arriva anche da un altro studio condotto negli Stati Uniti dallo specialista Michael R. Gillings: conferma che la sindrome premestruale può rovinare il matrimonio. Questo perché, soprattutto nelle coppie non fertili, spinge le donne a sviluppare sentimenti di ostilità e comportamenti competitivi che spesso spingono i loro mariti a tradirle. E infine a sostituirle. Il vero problema, secondo l'esperto, è che questa sindrome viene troppo spesso sottovalutata. Si tratta di un disturbo che colpisce circa l'80% delle donne, e che comporta variazioni negative in tutti i fattori fisici, comportamentali o psicologi durante la fase premestruale. Influenzate da fattori ambientali e genetici.
PIÚ ESPOSTE LE DONNE IN CARRIERA
Non è un caso che il documento di Gillings mostri una correlazione fra la sindrome e alcune componenti ambientali: le donne e in carriera mostrano sintomi più gravi. Inoltre intervengono anche variabili di ordine economico: le signore costrette a fare lavori che non amano sono più soggette allo stress emotivo e questo le espone maggiormente alla Pms. E, di conseguenza, a rapporti coniugali più difficoltosi. Il motivo?  Chi è affetto dalla sindrome si mostra irritabile, stanco, umorale e qualche volta addirittura depresso. Inoltre spesso è colpito da feroci mal di testa. Secondo una ricerca recentemente condotta dalla Società italiana di ginecologia e ostetricia, questi sintomi colpiscono otto donne su dieci. In Italia ben 43 pazienti su cento vedono compromessa la propria vita sociale. Mentre il 53% mette a rischio la vita di coppia e il 70% la carriera lavorativa e scolastica. In questo quadro, solo il 30% delle donne parla col ginecologo, mentre il 22% ricorre alla pillola contraccettiva per risolvere il problema. La restante parte subisce il problema senza affrontarlo. E spesso è costretta a dire addio al proprio principe azzurro.

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