Il personaggio 21 Luglio Lug 2014 1313 21 luglio 2014

Lezioni d'amore da Michela

Ha fatto del sentimento il motore della vita. Chi è la filosofa che ha vinto il premio Bancarella.

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Michela Marzano

ANSA - ANSA

L’amore trionfa al Premio Bancarella. Michela Marzano, con il suo  L’amore è tutto: è tutto ciò che so dell’amore  (Utet) si è infatti aggiudicata il “premio dei librai” con 109 voti, battendo Roland Balson con Volevo solo averti accanto (Garzanti) e Braccialetti rossi di Albert Espinosa per Salani.
«Felice e commossa per aver vinto il Premio Bancarella con #lamoreètutto. Grazie ai librai che hanno votato per me. Grazie a tutti lettori», ha twittato la filosofa e parlamentare Pd, che per il titolo del suo libro ha scelto una celebre poesia di Emily Dickinson.
TRA CATTEDRA E POLITICA
Romana, 44 anni, ha studiato all'università di Pisa e alla Scuola Normale Superiore dove ha conseguito il perfezionamento in filosofia alla Scuola Normale Superiore di Pisa e un dottorato. Poi il trasferimento all'Università di Parigi V René Descartes, dove è professore ordinario e dal 2011 direttrice del dipartimento di scienze sociali. Nel frattempo, ha trovato il tempo di collaborare con La Repubblica e di diventare deputato nelle fila del Pd.
UNA VITA DEDICATA AL SENTIMENTO
Sull’amore la Marzano si interroga da sempre, come scrittrice ma soprattutto come studiosa: specializzata in filosofia morale e politica si interessa in particolar modo del posto che occupa al giorno d'oggi l'essere umano, in quanto essere carnale, partendo dall’analisi della fragilità della condizione umana. Ed è questo suo profondo interesse per l’argomento a rendere i suoi scritti apprezzatissimi dalle donne (ma anche dagli uomini) per il modo lucido - da studiosa, appunto - con cui ammette e analizza i tormenti d’amore che affliggono tutti.
L'AMORE COME RISCATTO
Sembra una storia perfetta, e perfetta infatti Michela voleva apparire agli occhi di quel padre severissimo che voleva a tutti i costi compiacere. Ed è dalla sua bio che si capisce che l’interesse scientifico per l’amore è prima di tutto personale. Sul suo sito capeggia una frase che rivela molto della Marzano: «Se non avessi attraversato le tenebre, forse non sarei diventata la persona che sono oggi. Forse non avrei capito che la filosofia è soprattutto un modo per raccontare la finitezza e la gioia». Ed è chiaro che non parla d’amore per sentito dire, che lo conosce bene e conosce bene anche i suo tormenti, le sue ossessioni.
INNAMORARSI PER FUGGIRE AL SACRIFICIO
Nella sua vita di donna di successo ci sono stati infatti momenti bui come l’anoressia, un tentativo di suicidio, e quello che lei definisce «il mio perenne inseguire l’amore». «Innamorarmi era avere un motivo per sorridere. Nella nostra casa romana l’insegnamento cardine era il sacrificio: per riuscire bisogna buttare il sangue. L’ho talmente fatto mio che con la tubercolosi l’ho sputato davvero». Poi la Normale, quella scuola di eccellenza con il suo clima estremamente competitivo, gli sforzi sovraumani per riuscire, per esser sempre la migliore.
VIETATO ESSERE DIPENDENTI DA UN UOMO
È in quel periodo che arrivarono i disturbi alimentari e insieme l’amore per un ragazzo, da cui era così dipendente che «un giorno, la mia psicologa disse: ha chiamato il tuo ragazzo, voleva sapere che succede se ti lascia», racconta la scrittrice che quel giorno corse da lui in lacrime e  tre ore dopo tentò il suicidio. «Lui è stato al centro della mia mente per molto tempo. Mi sono sposata e pensavo a lui, ho divorziato e pensavo a lui». Il matrimonio, del resto, non era bastato a lenire la ferita: il nuovo lui era gelosissimo e quando beveva anche violento. Da lì in poi storie senza impegno, senza la testa, senza il cuore. Finché è arrivato lui, Jacques, che la ha amata, ma soprattutto l'ha costretta a fare i conti con le sue paure. Liberandola dallo schema dell’abbandono che si ripeteva dall’infanzia.
DOPO LA PASSIONE, LA PUREZZA
«Non so cosa riserva il futuro. Ma l’amore per Jacques sarà con me per sempre Il desiderio finisce, l’amore no - diceva in una recente intervista - Oggi lo so: l’amore inizia dopo, quando la passione si spegne. E comincia il bello».
Dalla sua storia, dai suoi studi, Michela Marzano ha tratto le sue lezioni d’amore, di cui parla nei suoi libri, sul suo blog e nella sua rubrica su Vanity Fair. Ha analizzato molte delle sue sfumature. Come la gelosia, la possessività. «L’amore non giustifica tutto. Meno che mai il controllo o la gelosia ossessiva. E allora è tutto un cerca e fruga generale. Fino alla paranoia. Senza rendersi conto che, in questo modo, siamo noi i primi a mentire e a fare in modo che le cose vadano male, violando l’intimità altrui e non rispettando i suoi spazi. Come se il semplice fatto di amare una persona ci desse il diritto di agire come mai vorremmo che l’altro agisse nei nostri confronti», ha scritto.
QUANDO IL TRADIMENTO NON VA PERDONATO
In un altro articolo, si è interrogata sulla possibilità di perdonare il tradimento. Sostenendo «esiste un tradimento che non può essere perdonato. Ossia quel tradimento profondo e radicale che consiste a far credere all’altra persona che niente sia cambiato mentre, in realtà, tutto è diverso. Quello che porta a ripetere gli stessi gesti o a pronunciare le stesse frasi. Anche se vuote di senso. Anche se prive di sostanza».
E ancora, ha accostato il concetto di “fiducia” a quello di “scommessa”. «La fiducia e il tradimento, da questo punto di vista, sono entrambi una manifestazione della natura umana; sono entrambi espressione del bisogno che ognuno di noi ha di fidarsi, ma al tempo stesso della necessità di non sentirsi prigioniero di relazioni che, col tempo, possono anche mutare». Perché in fondo «L’essenza dell’amore è la libertà. Libertà di sbagliare e di farsi male. Libertà di rompere tutto e di ricominciare. Libertà di aver paura che tutto finisca, di fare di tutto perché non accada, di alzarsi il mattino sperando di ricevere qualcosa, di accettare di non ricevere niente».

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