Focus 5 Giugno Giu 2014 0749 05 giugno 2014

Rivoglio i miei capelli

Sono ormai 13 milioni le italiane che soffrono di calvizie. La causa principale è l'alopecia androgenetica che, spesso, è di natura ereditaria e può colpire le fasce di età più disparate. I rimedi per batterla.

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calvizie donna

L'alopecia androgenetica è la principale causa di calvizie per le donne italiane.

Getty Images/iStockphoto

Sono sempre di più e donne che soffrono di calvizie in Italia. Secondo gli ultimi dati sono ormai 13 milioni e le cause sono diverse. La principale è l'alopecia androgenetica che, spesso, è di natura ereditaria e può colpire le fasce di età più disparate, in molti casi legata a fattori ormonali.
Non è un caso, infatti, che i problemi maggiori ci siano nelle fasce di età più sensibili dal punto di vista ormonale: dai 16 ai 22 anni, quando una donna è nel pieno dello sviluppo, e dopo i 45 anni, con un picco per le over 50 che stanno entrando in menopausa.
I PRIMI ESAMI DA FARE
Per una donna la perdita dei capelli è vissuta come una grave menomazione. Perché oggi c’e ancora una differenza di genere molto forte: la società ammette che un uomo possa perdere i capelli, e questo viene tutto sommato accettato, ma se è una donna ad avere problemi di calvizie è molto più difficile accettarlo da un punto di vista psicologico.
Insomma, un uomo calvo può essere anche sexy, una donna mai. E coprire la testa con un foulard, magari colorato, o con grosse fasce che fanno tendenza alla lunga stanca. Allora che fare? Prima di tutto bisogna capire la gravità del probelma.
«Per problemi di calvizie precoce e diradamento si può per esempio ricorrere a esami molto rapidi e per nulla invasivi come la tricoscopia o anche meglio dermatoscopia applicata al cuoio capelluto», ha detto Grabriella Fabbrocini, professore associato di dermatologia presso l’Università Federico II di Napoli. «Il tricogramma è una semplice analisi del capello al microscopio che valuta la quota del capello in crescita e quella in caduta e sulla base di tale rapporto ci aiuta a stabilire se siamo in un passaggio da una condizione fisiologica verso una condizione patologica». Per fare la diagnosi in caso di patologie complesse, invece, si può intervenire in maniera più invasiva attraverso la biopsia del cuoio capelluto.
C'È ANCHE IL TEST GENETICO
Nella ricerca delle cause che portano alla caduta dei capelli, spesso si deve indagare sullo stato di salute generale per cui può rivelarsi fondamentale un’ecografia tiroidea per valutare eventuali alterazioni che possono rendere i capelli secchi e sfibrati, e quindi più fragili.
E siccome le patologie ormonali possono avere un'incidenza importante, in alcuni casi si può ricorrere a un’ecografia ovarica per valutare se e quanto eventuali problemi tricologici legati soprattutto a un eccesso di sebo e di forfora dipendano dal corretto funzionamento o meno di alcune ghiandole.
«Ultimamente sul mercato è possibile trovare anche il Test Genetico DX per l’alopecia androgenetica, che anche se non affidabile al 100% integrato con gli altri esami può consentire di fare diagnosi precoce e iniziare una terapia efficace perché si sa che in questi casi prima si interviene e maggiori sono le possibilità di riuscita» ha detto Fabbrocini. «L’esame clinico, infatti, individua l’alopecia androgenetica quando la malattia è già conclamata».

Un'alimentazione scorretta può portare all'assottigliamento del bulbo capillare.

Andy Dean - Andy Dean Photography

LA DIETA FA LA DIFFERENZA
Quando l’assottigliamento diventa visibile, e in caso di alopecia androgenetica, si può aver già perso fino al 50% dei capelli in quell'area del cuoio capelluto. La cosa positiva è che, spesso, la calvizie femminile può essere transitoria, e dovuta non a cause di tipo genetico: dieta sballata, dimagrimento improvviso o disturbi dell’alimentazione possono determinare un indebolimento dei capelli, sensibili alle variazioni elettrolitiche nell’organismo. E ancora. Uno stress forte, anemia (soprattutto carenza di ferro e vitamine del gruppo B), medicinali, fluttuazioni ormonali dovuti all’allattamento e al postpartum. Anche se circa la metà dei casi di caduta di capelli nelle donne in età fertile è, comunque, associato a carenze di tipo nutrizionale.
I RIMEDI PER BATTERE LA CALVIZIE
Se una dieta corretta da sola non basta a risolvere il problema, il medico dermatologo esperto in tricologia può dare le risposte più giuste con una cura a base di farmaci specifici.«Il trattamento con Finasteride negli uomini e con Minoxidil nelle donne rimangono i punti cardine per le patologie di alopecia» ha detto Fabbrocini che sottolinea come sia interessante il PRP (Platelet-rich plasma) trattamento al plasma ricco di piastrine, già ampiamente sperimentato nei trattamenti di chirurgia plastica, in grado di potenziare i processi di autorigenerazione delle cellule staminali della zona del “bulge” nei follicoli di pazienti affetti da calvizie.  Un'ulteriore possibilità è l’autotrapianto che a seconda dei bulbi e della grandezza della zona da infoltire va da un minimo di 3000 euro fino a a oltre 7 mila euro a intervento.
Per chi non vuole, o non può per ragioni di salute, adottare un metodo invasivo e non vuole usare una parrucca, in Italia da anni esiste il sistema di infoltimento CNC® (Capelli Naturali a Contatto) una soluzione non chirurgica.
È prodotto in Italia rigorosamente a mano impiegando esclusivamente capelli vergini non trattati inseriti in una sottile membrana polimerica la cui formula è un’esclusiva della Cesare Ragazzi Laboratories. È invisibile, perciò ha un effetto naturale, dermatologicamente testata (FDA 513G), ipoallergenica e antibatterica, quindi sana per i capelli e per il cuoio capelluto, traspirante e resistente alle trazioni in ogni condizione climatica o di temperatura. Si può fare lo shampoo, nuotare, entrare in sauna e di svolgere qualsiasi tipo di sport con in testa i capelli. Inoltre, trattandosi di capelli naturali vergini, il sistema CNC consente una totale libertà per quanto riguarda stile e colore dei capelli, inclusi i riflessi. In questo caso, i costi vanno da 500 a 1.800 euro per cure estetiche tricologiche e da un minimo di 4 mila euro per il rinfoltimento vero e proprio.

Nel video la storia dell'attrice canadese Kate Dickson comincia come quella di tante donne che, come lei, sono state colpite da una forma di caduta di capelli irreversibile e che sono andate avanti per molto tempo senza trovare una soluzione che potesse ridare loro l'immagine e la sicurezza perdute.

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