Salute 22 Maggio Mag 2014 1710 22 maggio 2014

Si allatta troppo poco

Solo il 10% dei neonati è alimentato esclusivamente al seno per 6 mesi. E' allarme per la dieta di bimbi e mamme.

  • ...
Allattamento al seno

In Italia l'allattamento naturale è diventato un fenomeno di nicchia.

ANSA - ANSA

Allarme per l'alimentazione di mamme e bambini: poca frutta e verdura e troppi grassi nella dieta, l'allattamento naturale è diventato un fenomeno di nicchia. Per questo, con la nona edizione della Giornata nazionale "Mangiasano", Vas-Verdi Ambiente, Società onlus e Cia-Confederazione italiana agricoltori vogliono contribuire a divulgare un nuovo modello alimentare  naturale fin dalla  gravidanza.
SOLO IL 10% DEI NEONATI ALLATTATO AL SENO
Così sabato 24 maggio, nelle piazze di oltre 20 città italiane e poi in altri appuntamenti negli ospedali, si parlerà dell'importanza dell'allattamento materno, visto che oggi nel Paese solo il 10% dei neonati è allattato esclusivamente al seno per 6 mesi, come suggerito dall'Oms.
CONSUMO DI FRUTTA E VERDURA CALATO DEL 30%
«Il Paese della dieta mediterranea sembra aver dimenticato questi principi di benessere e il valore della biodiversità: in meno di 15 anni gli acquisti di ortofrutta sono diminuiti di quasi il 30%» ha sottolineato il vicepresidente vicario della Cia, Cinzia Pagni. Ben il 22% dei genitori dichiara che i propri figli non mangiano frutta e verdura quotidianamente, mentre al contempo cresce del 7% il ricorso al 'junk food'.
AUMENTANO GLI OBESI CHE COSTANO AL PAESE 23 MLD DI EURO L'ANNO
Questo non è solo un problema serio per i redditi degli agricoltori - ha sottolineato Pagni - ma per il Paese intero perché i costi sanitari di obesità e sedentarietà toccano, in Italia, 23 miliardi di euro all'anno.
«Nella gravidanza e nei primi mille giorni di vita» ha detto la pediatra di famiglia dell'associazione Acp Laura Reali «si decide tutto: senza dieta equilibrata il neonato sarà da adulto obeso, allergico, grasso. Il latte materno è la migliore scelta, ma la mamma va sostenuta. Oggi invece c'è qualcosa che non va: per i neonati si continua a proporre uno svezzamento anticipato e con cibi pronti e omogeneizzati, che influiscono sulla creazione di un gusto 'artificiale' e che abituano a una consistenza 'innaturale' del cibo, mentre bisognerebbe godere dalla disponibilità locale di alimenti, prediligendo quelli freschi». Peraltro, ha aggiunto a vicepresidente nazionale dei Vas, Simona Capogna «scegliere di introdurre cibi industriali ha un costo notevole per le famiglie. Acquistando 2 omogeneizzati di carne e 2 di frutta si spendono circa 1.200 euro all'anno, senza contare l'inquinamento».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso