Scelte di vita 8 Aprile Apr 2014 1250 08 aprile 2014

Francesca, la maga delle fisarmoniche

Da cantante lirica ad artigiana nel laboratorio di famiglia. La grande sfida di Gallo.

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di Marianna Venturini

Francesca Gallo al lavoro nel suo laboratorio.

Un semplice pezzo di legno può diventare un magnifico strumento se messo nelle mani giuste. Lo sa bene Francesca Gallo, l’unica artigiana in Italia capace di costruire per intero strumenti musicali ad ancia libera come le fisarmoniche. «Forse ho anche il primato in Europa», ha detto a LetteraDonna.it. «Non risultano altri che come me sono in grado di realizzare uno strumento completo».
Francesca, classe 1976, folk singer, conosciuta in tutto il Veneto, ed ex cantante lirica, è cresciuta nella bottega fondata da suo padre Luciano nel 1981. Il suo primo contatto con il mondo della musica è legato al canto come soprano lirico. Da tre anni ha preso in mano l’attività paterna con il marchio Galliano & Ploner per portare avanti la tradizione e l’arte di famiglia a base di fisarmoniche, armoniche e organetti.
UNA PRODUZIONE COMPLESSA
Una grande sfida per una giovane donna, perché si tratta di un lavoro che richiedere una dedizione quasi totale.
La procedura di produzione degli strumenti musicali ad ancia libera è abbastanza complessa e lunga. «In inverno scelgo il legname e porto i tagli migliori in segheria, poi c’è bisogno di un lungo periodo di stagionatura», ha raccontato.
I processi di meccanica e cordatura dello strumento invece seguono le fasi lunari. «Per ottenere uno strumento perfetto mi baso sulle costellazioni e sul meteo. Per esempio se piove lascio perdere alcuni lavori». Per ottenere un risultato perfetto Francesca segue le leggi della natura, le stesse che le ha insegnato suo padre.
La realizzazione completa di uno strumento che porta la sua firma dura mesi: gli organetti richiedono 250 ore di lavoro mentre le fisarmoniche oltre 400. Anche i prezzi sono elevati, mai abbastanza per lei che vede nascere gli strumenti sotto le sue mani. Si va dalle fisarmoniche più piccole che costano 4 mila euro fino a quelle che superano i 10 mila.
PARTICOLARI SU MISURA
I musicisti che si rivolgono a Francesca scelgono insieme a lei tutti i particolari. «Bisogna avere le idee chiare, sapere a qual è il proprio repertorio e che stile si cerca». Solo dopo aver chiarito le caratteristiche base inizia la sua realizzazione vera e propria.
La parola “standard” nel lavoro di Francesca non esiste. «Non ho un catalogo. Ogni fisarmonica che realizzo è unica e irripetibile, personalizzata in tutto, curata con il musicista fin nei dettagli».
Nella ricerca della perfezione musicale nulla può essere lasciato al caso. «Serve attenzione a ogni particolare come le mani del musicista e che tipo di suono si vuole ottenere».
ORGOGLIOSA DI ESSERE ARTIGIANA
Francesca è molto orgogliosa di portare avanti il lavoro iniziato da suo padre. Del resto è stato lui a insegnarle tutto e ancora oggi lavora degli alberi che hanno una decina d’anni di stagionatura e sono stati scelti da chi l’ha preceduta. «Così regaliamo una nuova vita al legno che altrimenti sarebbero rimasto anonimo».
Fare l’artigiano di bottega per lei è diventato un modo di essere. Per il momento Francesca lavora da sola in bottega ma ci sono già dei ragazzi interessati al suo lavoro. «Ci sono anche quelli che hanno dai 13 ai 15 anni e vorrebbero farmi da aiutanti».
La sua arte porta avanti una tradizione con cui è cresciuta ed è stata formata. «Ancora oggi se ho un dubbio chiamo mio padre e gli chiedo assistenza tecnica».
LA CONCORRENZA NON ESISTE
Del resto il suo impegno è davvero unico, rispetto agli altri artigiani che si occupano del settore musicale. «In Italia ci sono molti marchi di produzione, ma nella maggior parte dei casi sono specializzati nella realizzazione di singole parti».
Per esempio c’è un distretto nelle Marche tra Castelfidardo e Porto Recanati dove i gruppi di artigiani si sono qualificati nel mantice. Dunque per costruire una fisarmonica intera devono unire le competenze di almeno sette o otto persone diverse.
UN SETTORE ANTICICLICO
Gli strumenti musicali non conoscono una vera e propria crisi, piuttosto Francesca ha visto diminuire negli ultimi anni le riparazioni. «Per gli amatori non professionisti è calato l’interesse a investire in un controllo periodico».
Ciò nonostate chi si rivolge a lei cerca un prodotto di altissima qualità che fa dall’artigianalità un vanto. «C’è stato un tempo in cui ogni famiglia aveva una fisarmonica, adesso ci si orienta su strumenti più economici» ha spiegato.
Chi volesse imitare Francesca deve sapere che il suo non è un mestiere che s’improvvisa. «Per riuscire a realizzare uno strumento bisogna prima sapere come si suona». Poi sono necessari almeno due anni di studio in laboratorio per acquisire sicurezza e lavorare in autonomia.
Dopo di che si entra in un olimpo artigianale e musicale ma solo chi ne fa parte può capire di che cosa si tratta.

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