Dialogo 8 Febbraio Feb 2014 1400 08 febbraio 2014

Il Kamasutra? Meglio fai da te

Il testo indiano può diventare una via per accedere al piacere. Condiviso con il partner.

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Kamasutra. Sperimentare senza vergogna con il partner è un modo per affinare l'intesa sessuale.

Il suo significato letterale è «aforismi sull’amore», ma nella pratica sono previste poche parole da dire. Il kamasutra è una scienza di fatti, erotici, che mirano ad assicurare piacere sessuale ad entrambi i partner durante il rapporto. Di origini antiche, quasi leggendarie, è stato trasmesso di generazione in generazione, facendo sempre parlare di sé. Tra web, libri e conferenze, oggi di kamasutra ne sanno tutti un po’. Forse, persino un po’ troppo! Dalla posizione della bilancia a quella del bambù, dall’unione del granchio a quella del gatto, dal movimento del mulino a quello della ruota, senza tralasciare la danza del missionario e la posizione dell’albero da frutto: fare sesso è diventato una competenza e pare che chi più studi meglio sappia praticarlo. Ma è davvero così?
ASCOLTARSI E SPERIMENTARE
Shiva, il dio indiano che ideò il kamasutra, dovette innamorarsi del suo riflesso femminile per apprendere dall’ispirazione e sperimentare a lungo le prassi amorose su di sé, prima di dettarle al servo Nadin e cristallizzarle in un unico trattato. Quella che oggi è lodata come l’arte eccelsa del sesso è stata, ai tempi, inventata e provata per anni e anni prima di essere divulgata. Se le epoche cambiano e i nostri bisogni con loro, anche il corpo – maschile o femminile che sia – sente la necessità di riscuotere nuove soddisfazioni.
La sessualità è un’espressione d’arte e, come tale, non può esimersi dall’ascolto dell’inventiva personale.
FAI DA TE O NO?
Oggi, ci sono donne che praticano «un kamasutra da manuale» e donne inesperte che chiedono al proprio partner di prendere l’iniziativa e informarsi. Donne disinteressate perché diffidenti o che se ne tengono alla larga per antichi pudori e pregiudizi famigliari.
Da qualunque parte si guardi, la teorizzazione eccessiva della sessualità ha condotto a un inasprimento emotivo e a un narcisismo dottrinale. Come a dire: «Io che di sesso ne so più di te, lo praticherò in maniera più felice». Eppure, non è l’indottrinamento sessuale ma l’armonia, che riusciamo a stabilire con l’altro, a garantirci una fusione fisica e spirituale soddisfacente.
RICONOSCERE IL SIGNIFICATO
Rispettare l’antica pratica del kamasutra significa, in primo piano, riconoscerne il significato. Come Shiva si innamorò della propria proiezione femminile, così qualunque individuo ha dentro di sé un lato maschile e uno femminile da accogliere ed esprimere. Le pratiche mostrate nel kamasutra ne sono una prova: non descrivono l’uomo come figura dominante, né la donna come variabile passiva. Anzi, mettono in luce il carattere dinamico, sensibile e sensuale del contatto fisico, da parte di entrambi: c’è scambio, interazione, ricerca l’uno dell’altra, senza desiderio di possesso, né pensiero egoistico dell’esclusivo piacere personale.
APERTURA E DIALOGO
La pratica del Kamasutra può diventare così una leva per esplorare il proprio corpo e i suoi bisogni, utilizzando i suggerimenti che dà come spunto per accedere a nuove risorse e forme di consapevolezza. Provare con il proprio partner una posizione descritta può, per esempio, essere il preludio all’ideazione di un’ulteriore posizione, non scritta nel trattato indiano ma comunque efficace per il raggiungimento del piacere sessuale.
Un punto chiave per sviluppare questo tipo di creatività è il dialogo: condividere cosa è piaciuto di più e cosa si è gradito di meno nel rapporto fa comprendere all’altro come il nostro corpo si adatti e reagisca e a noi stesse come stiamo vivendo la sessualità e quali siano i punti di blocco o quelli più sensibili alla stimolazione. Acquisita consapevolezza e prestato ascolto, non resta che giocare.
SENZA VERGOGNA
Se c’è amore, la sessualità è un gioco avvincente, in cui ci si annoia mai. Anche qui, è di importanza primaria rimuovere paure e pregiudizi: «come mi vedrà se…», «cosa penserà di me se…», «e se poi la mia proposta non gli piacerà»…  A volte, manifestiamo titubanza nell’esprimere nuovi desideri sessuali per il solo timore che siano visti dall’altro con occhi distorti e possano, così, perdere la loro naturalezza. Comunicando queste piccole paure, possiamo imparare a lasciarle andare e a dare spazio a nuove idee.
Con creatività e consapevolezza, attraverso il dialogo e l’ascolto, il kamasutra può diventare una valida via per accedere a nuove forme di piacere. Create, condivise e sperimentate con il partner, nel rispetto dell’antico trattato, dell’altro e di noi stesse.

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