In passerella 23 Gennaio Gen 2014 1135 23 gennaio 2014

Provocazioni da Haute Couture

Alle sfilate parigine volti coperti da maschere. Sneakers al posto del tacco 12. E tanti pantaloni.

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Jean Paul Gaultier

Jean Paul Gaultier. Collezione Alta Moda primavera/estate 2014.

Dopo la moda maschile, all’ombra della Tour Eiffel è la volta dell’Haute Couture per la primavera/estate 2014. L’Alta Moda parigina che riunisce i più grandi nomi internazionali all’insegna dell’eleganza assoluta e del lusso cucito addosso. Abiti da sogno che solo in poche potranno permettersi, ma che tutti, addetti ai lavori compresi, aspettano con trepidante attesa.
L’ELEGANZA DEL PANTALONE
Se gli abiti principeschi sono immancabili, la grande novità di quest’anno sono i pantaloni. L’eleganza estrema, dunque, la si può raggiungere anche in tailleur, soprattutto se si tratta di un Giorgio Armani Privè, fatto di lustrini e tessuti cangianti color polvere. Anche Bouchra Jarrar non scherza e ai pantaloni a palazzo neri abbina un giacchino fatto di strass e pelliccia bicolor, ma chi supera in sperimentazione è come sempre Jean Paul Gaultier, che nel tailleur fa aprire la giacca da revers ad ali di farfalla. Atelier Versace punta a un pantalone dritto e asciutto in raso bianco, abbinato a insolite giacche con cappuccio, mentre da Chanel i pantaloni sono quasi dei raffinati leggings, portati con casacchine bon ton. Da Maison Martin Margiela, poi, i completi sono floreali, con calzoni morbidi e giacche classiche chiuse a kimono.
LA FLUIDITÀ DELL’ORGANZA
Non mancano però gli abiti, fatti spesso di gonne voluminose o strascichi importanti. Il denominatore comune di questa stagione, però, è l’organza, morbida o croccante, l’importante è che suggerisca leggerezza e ricordi la fluidità dell’acqua. La pensano sicuramente così da Atelier Versace e da Giorgio Armani Privè che propongono lunghe gonne sbieche di organza cangiante color glicine.
COLORI CALDI E SOVRAPPOSIZIONI
Le nuance calde del giallo e dell’arancio colorano invece i lunghi abiti plissettati di Vionnet, che sono eterei giochi di sovrapposizioni, mentre da Elie Saab i colori sono pastello, per abiti voluminosi ricchi di perline e fiori applicati.
Gonne principesche anche da Giambattista Valli, dove l’organza incontra il taffettà, che a sua volta si impreziosisce di ricami ricercati, e da Valentino dove lo chiffon è decorato da suggestive applicazioni in raso.
Da Christian Dior Couture, invece, gli abiti sono lunghi ma dritti, fatti da un susseguirsi di pieghe leggere e ordinate, così come da Chanel, dove i tessuti sono quasi iridescenti.
VOGLIA DI STUPIRE
Ovunque, però, la parola d’ordine è stupire, con scollature vertiginose, trasparenze inaspettate o copricapo suggestivi, degni della ville lumiére. Come Maison Martin Margiela, che ha fatto sfilare le modelle in passerella con il volto coperto da veli ricamati così pure ha fatto Givenchy.  Chanel invece ha provocato partendo dai piedi delle sue modelle in passerella che hanno sfilato con le sneakers da ragazzina, le scarpe da ginnastica con i lacci. Basta tacchi vertiginosi, ci si muove meglio in scarpe da ginnastica senza perdere di eleganza.

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