Pericoli 28 Novembre Nov 2013 1158 28 novembre 2013

Smart Drugs, lo sballo in un clic

Spacciate per prodotti naturali, si trovano su Internet. E in un attimo arrivano a casa.

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Smart Drugs. Spacciate per sostanze naturali su Internet, hanno effetti devastanti su mente e corpo.

Un tempo i genitori si preoccupavano dello spacciatore fuori dalle scuole o dei pusher nelle discoteche. Oggi il grande pericolo per la diffusione della droga arriva dal web. Un fenomeno noto da qualche tempo a livello internazionale ma che si sta affermando prepotentemente anche nel nostro Paese, dove essere giovani navigatori, magari muniti di carta di credito o prepagata, rappresenta un fattore di rischio associato all’acquisto e al consumo di sostanze psicoattive.

INSTAGRAM, PIATTAFORMA DELLO SPACCIO
Instagram, il social su cui si condividono foto e video, è solo una delle ultime piattaforme sfruttate per pubblicizzare e vendere illegalmente pasticche e altre sostanze attraverso foto e hashtag appositi. Ad andare per la maggiore sono le Smart drugs, droghe furbe, sostanze tossiche facilmente nascondibili in pillole a prima vista innocue, vendute per lo più come prodotti legali a base di erbe, ma che nascondono rischi pericolosissimi per i consumatori, consapevoli o no.  Si tratta di preparati ricavati da composizioni chimiche sempre diverse, in modo da non rientrare nelle tabelle delle sostanze illegali già registrate, e che proprio su Internet trovano il loro mercato migliore.
Un adolescente può entrare  in un sito apposito, generalmente camuffato da portale di vendita di profumi da bagno, arredi da giardino o di distributori di fragranze per l’ambiente, comprare la droga che preferisce, pagarla con carta di credito e riceverla comodamente a casa tramite corriere postale. Sballo a portata di mano grazie a un procedimento semplicissimo, dunque, effettuabile dalla propria cameretta e lontano da occhi vigili.

Su Instagram sono stati chiusi diversi profili dedicati allo spaccio.

CRESCITA ESPONENZIALE DEI SITI
Negli ultimi quattro anni sono 280 le nuove Smart drugs scoperte in Italia. 800 mila i siti che le vendono. Nel 2008 erano, si fa per dire, soltanto 200 mila. Oltre 70 i casi di intossicazione acuta rilevati dal Sistema nazionale di Allerta Precoce. Un dato, quest’ultimo, ancora poco indicativo, dato che la maggior parte dei casi non viene nemmeno individuata.


UN ELENCO INFINITO
Difficile, se non impossibile, riuscire a tracciare una lista completa delle sostanze incriminate, in continua evoluzione. Tra le più diffuse, la Cannabis sintetica che può dare panico e ansia, paranoia, difficoltà respiratorie, sudorazione, dolore toracico, allucinazioni, agitazione; le fenetilamine come PMMA, 2C Series, D-Series che portano ad allucinazioni gravi e ischemie, convulsioni e insufficienza epatica e renale, ipertermia e morte; la ketamina, che provoca tachicardia, dolore addominale, vertigine e danni alla vescica, compromettendo anche lo stato di coscienza e del ricordo, sino alla salvia divinorum, che provoca stati di psicosi duraturi.

COME PROTEGGERE I FIGLI
E i genitori? Come possono, anche quelli più attenti, proteggere i propri figli e metterli in guardia da queste nuove droghe e dalle tecniche subdole di avvicinamento? LetteraDonna.it lo ha chiesto a due esperti.
«Deve esistere un dialogo aperto tra adulti e giovani che non può, ovviamente, riguardare solo questo specifico argomento», spiega Riccardo Gatti, psicoterapeuta e pirettore del dipartimento delle dipendenze della A.S.L. di Milano, «Purtroppo l'autorevolezza e l'esperienza degli adulti è messa in crisi da una evoluzione molto rapida della società contemporanea per cui non è detto che, come accadeva un tempo, su molti temi, chi educa abbia più esperienza di chi dovrebbe essere educato. Tutto ciò, nel dialogo, tende a mettere in crisi l'autorevolezza dell'educatore che sente vacillare il proprio ruolo di guida. Un dialogo aperto, invece, presume anche una certezza dei ruoli reciproci».
CI VUOLE PIÚ CONTROLLO
Doriana Binotto, psicologa specializzata nei disturbi dell’apprendimento, spiega: «La chiave è la supervisione. Troppi padri e madri sono poco consapevoli e disinteressati alle attività che i figli svolgono in rete ed esercitano un bassissimo controllo. Non dimentichiamoci poi, che molti hanno una conoscenza informatica e della rete notevolmente inferiore ai propri ragazzi. Per riuscire a proteggerli, devono necessariamente saper utilizzare internet e i social network e prendere atto delle modalità con le quali i giovani ne fanno uso».
Secondo la psicologa non bisogna dimenticare che l’adolescenza è un periodo in cui sono particolarmente intensi il desiderio di sperimentare nuovi stili di comportamento e di trasgredire: è un modo per sentirsi adulti e indipendenti. «Ecco perchè è poco efficace un intervento esplicitamente rivolto a scoraggiare comportamenti devianti come l’uso di sostanze. Meglio favorire anche e soprattutto competenze personali in modo che l’adolescente stesso sia in grado di evitare le suggestioni proposte da messaggi sociali sbagliati. Un adolescente va educato in modo che sia egli stesso a decidere di difendersi».
PARLARE DI DROGA CON I FIGLI AIUTA
Sono due i consigli che Binotto si sente di dare ai genitori: «Anzitutto informarsi. Non è possibile difendere qualcuno da un pericolo che non si conosce. Poi consiglio di discutere con i propri figli sul tema droghe in modo preventivo, mostrando loro che se ne può parlare serenamente. L’obiettivo non deve essere solo il metterli in guardia, ma ragionare sul fatto che probabilmente non ne vale la pena, visti gli effetti dannosi e imprevedibili per la salute e per i quali, a volte, basta anche solo un’assunzione».
Sulla stessa linea Gatti: «Chi educa ed ha responsabilità verso persone più giovani non può vivere di rendita leggendo i fenomeni di oggi in base all'esperienza di quanto ha vissuto in passato» spiega.

Instagram è diventata la nuova piattaforma su cui veicolare droga.

GLI STUPEFACENTI NON NASCONDO PERICOLI. SONO IL PERICOLO
Per insegnare bisogna studiare e mantenersi aggiornati. Molti genitori ed insegnanti di oggi non si sono accorti che i più giovani vivono in un mondo parallelo che ha similitudini con quello che loro hanno vissuto ma che in termini comunicativi, aggregativi, evolutivi e di costruzione di opinione è essenzialmente differente da quello conosciuto ed esplorato. «Talvolta ho la sensazione che si cerchi di sensibilizzare i figli verso problemi di cui i genitori non si vogliono fare carico», aggiunge Gatti. «Li si porta a una conferenza, si fornisce loro un libro e ci si sente a posto con la coscienza. Le droghe non nascondono pericoli: sono un pericolo. D'altra parte la vita in sé è piena di pericoli ma lo diventa molto di più se la si attraversa da soli».
LA PREVENZIONE NON BASTA. CI VOGLIONO LE REGOLE
In qualunque navigazione (reale o virtuale) l'esperienza non è mai troppa e, se la prevenzione è importante, è ancora più importante esserci quando un pericolo si manifesta: sono proprio le cose che non prevedi o che rischi di sottovalutare che ti mandano a fondo. Non basta, dunque, insegnare come si naviga, ma bisogna esserci quando si va per mare. Il difficile lavoro di un genitore sta proprio nel dare insegnamenti e regole, senza negare lo sviluppo dell'esperienza personale dei figli, accompagnando la loro crescita in modo presente ma non invasivo».

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