WEB TREND 21 Ottobre Ott 2013 1207 21 ottobre 2013

Tutti pazzi per il #Selfie

Scatti fai da te che spopolano sui social. Vip e non. «Questione di esibizionismo». Parola di esperto.

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Rihanna, regina del #selfie su Instagram.

Rihanna, regina del #selfie su Instagram.

Pose ammiccanti. Volti nature. Struccate. Sensuali. Sul letto oppure al lavoro. Ma anche mentre fanno shopping o sono impegnate sul set. Una cosa, però, è certa: a loro piace farlo da sole. Ma no, cosa avete capito? Cancellate ogni pensiero erotico dalla vostra mente.

IL BOOM DEGLI AUTOSCATTI
Qui si parla di fotografia. Ritratti, per essere precisi. Anzi, #selfie (oltre 50 milioni di voci su Instagram), ovvero l'hashtag - termine social - per definire gli autoscatti pubblicati in Rete dalle celebrities. Ma anche dalle persone comuni. Una sorta di autocelebrazione virtuale in cui l'importante è immortalarsi.
Poco importano location e compagnia: la fotocamera è puntata su un unico soggetto. Per far bella mostra di sé, in un delirio edonistico che trova sfogo nei click a ripetizione. L'importante, però, è che si intraveda il braccio che tiene in mano il cellulare. Per far intuire l'impronta 'fai da te' del gesto. E poi via via libera al tam tam virale per diffondere l'autoscatto tramite Twitter, Facebook e Instagram. Alla ricerca di un 'Like' che faccia crescere ego e popolarità.

UNA MOSSA DI MARKETING
Eh già, perché le star, soprattutto quelle più giovani, hanno capito immediatamente la portata pubblicitaria del mezzo. Perché un fenomeno come il #selfie –  neologismo che da qualche settimana è anche entrato a far parte dei dizionari di Oxford – non poteva essere ignorato. Basti pensare a Cara Delevingne, che è solita postare almeno un primo piano al giorno: se non avesse investito tempo e smorfie sui social network, probabilmente sarebbe rimasta nella mischia delle tante modelle in cerca di fama. Una delle prime adepte è stata Rihanna che, da brava bad girl, si è spinta oltre, raggiungendo lo step del #buttselfie, ovvero l’autoscatto del lato B. Quanto ai politici, il rito della foto promozionale ha contagiato Hillary Clinton ed Anthony Weiner, politico statunitense con il vizio di mandare in giro selfies di parti anatomiche molto intime. Tra gli user insospettabili si annovera anche Anna Wintour che, uscita dal rigore del suo personaggio, si è paparazzata in un ritratto (piuttosto scontato): giacca sulle spalle, occhiali da sole e Vogue – manco a dirlo – alla mano.

IL PERICOLO DIETRO L'ANGOLO
Passati in rassegna i dati, ci si interroga se questa moda sia solo divertimento o espressione ultima di narcisismo. La redazione di Letteradonna.it ha girato la domanda a Maurizio Tucci, presidente di Laboratorio Adolescenza, e che da oltre 15 anni si occupa di tematiche relative al mondo giovanile. «Siamo di fronte a un fenomeno di esibizionismo in cui i giovanissimi, tramite l'autoscatto, tentano di definire meglio chi sono. Per cercare di essere accettati dal gruppo, dall'amica o dal ragazzo di cui sono innamorate». L'influenza dei media, naturalmente, è molto forte. E i «mezzi a loro disposizione sono potentissimi. Tramite gli smartphone, la condivisione delle immagini è immediata. E spesso accade anche senza il consenso del diretto interessato». Tucci, dunque, mette in guardia ragazzi e famiglie: «Una foto fatta per gioco e diffusa sui social network può raggiungere un pubblico potenzialmente infinito. La privacy di un momento intimo viene sbattuta in pasto al Web». Proprio per questo motivo, «è importante che i genitori educhino i figli ai valori. Quelli veri. Un lavoro che dovrebbe essere svolto di concerto con la scuola».

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