FOOD TIPS 12 Settembre Set 2013 0643 12 settembre 2013

Intolleranza al glutine, scegli la quinoa

Come sostituire i carboidrati. Se si è costrette a eliminare la proteina del frumento dalla tavola.

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Quinoa.

Quinoa. La Quinoa può essere un valido alimento per una dieta gluten free. (Thinkstock)

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Ne conosciamo da anni ormai sintomi ed effetti proprio perché è una malattia che colpisce l'1% della popolazione: stiamo parlando della celiachia, ovvero l'intolleranza permanente al glutine, una proteina del grano. Da qualche tempo però è emerso un disturbo nuovo, che presenta sintomi  simili a quelli della celiachia ma non causa danni alla mucosa intestinale. È la sensibilità al glutine, che è addirittura più frequente della celiachia, interessando dal 2% al 6% della popolazione.
MALATTIA REGRESSIVA
Di questa GS - gluten sensitivity, a oggi, ancora non sono stati definiti tutti i sintomi e i test diagnostici specifici, ma rispetto alla celiachia la GS sembrerebbe una malattia regressiva, ovvero dopo un certo periodo la persona interessata riuscirebbe a tornare a mangiare anche il glutine.
DIETA PRIVA DI GLUTINE
Tuttavia per coloro che pensano di essere sensibili al GS, è bene sottoporsi a una dieta priva di glutine ed effettuare i controlli medici proposti dall'Associazione  italiana celiachia che dal 2011 ha costituito un gruppo di lavoro che analizza la sensibilità al glutine dei soggetti.
SOSTITUIRE I CARBOIDRATI
Come rimpiazzare, allora, nella propria dieta i carboidrati? Un valido sostituto di pasta, pane e cereali è la quinoa, un alimento che gli Incas chiamavano 'Grano de Oro' e 'madre di tutti i semi'. È un prodotto antichissimo, e dalle alte proprietà nutritive: perfetta quindi per piatti gustosi e nutritivi, da portare in tavola da mattino a sera.
MOLTI BENEFICI DALLA QUINOA
La Quinoa è stata lodata anche dalla Fao per il suo ruolo importante nell'eliminazione di fame, malnutrizione e povertà nel Mondo perché «è la sola pianta alimentare che contiene tutti gli amminoacidi  essenziali, micronutrienti e vitamine, che ha la capacità di adattarsi a climi e ambienti ecologici differenti».  Inoltre è «resistente alla siccità, può crescere in terreni poveri e con alto tasso di salinità, e può essere coltivata a livello del mare sino ad un'altitudine di quattromila metri, con escursioni di temperature da -8 a 38 gradi». Non ci sono scuse, insomma, per non portarla in tavola.

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