RICERCA USA 28 Agosto Ago 2013 1032 28 agosto 2013

In menopausa la memoria è a rischio

Esiste un legame tra vampate e capacità cognitive. In aiuto dieta, terapie ed esercizi ad hoc.

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Menopausa.

Menopausa. Esiste un legame tra la menopausa e i problemi di memoria: a sostenerlo i ricercatori dell'Università di Illinois e Chicago. (Thinkstock)

Getty Images/iStockphoto

Vampate di calore e sudorazioni notturne, disturbi del sonno e dolori articolari, osteoporosi e secchezza vaginale disturbi cardiovascolari e irregolarità nel ciclo mestruale. La menopausa è tutto questo ma, per fortuna,  non solo. Uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Illinois e dell’università di Chicago, e pubblicato sulla rivista Menopause, ha dimostrato che esiste un legame tra le vampate di calore, primo e più caratteristico sintomo di questa delicata fase della vita della donna, e i problemi di memoria. Gli scienziati hanno sottoposto 68 donne di età compresa tra i 44 e i 62 anni che soffrivano di eccessive vampate di calore – almeno 35 a settimana – a un questionario sui sintomi della menopausa da loro accusati, e i relativi effetti sull’umore e sulla memoria.
LEGAME TRA VAMPATE DI CALORE E MEMORIA
I risultati hanno rivelato che le donne, che soffrivano maggiormente delle vampate di calore, hanno avuto risultati peggiori nei test mnemonici, e più erano i casi di vampate di calore e più lungo era il periodo di perdita della memoria. Si tratta della prima vera conferma di un nesso di casualità già precedentemente indagato. In passato infatti, altri studi avevano affrontato la questione ma era risultato dubbio il legame fra vampate di calore e scarsa memoria. Adesso un passo in avanti verso la conferma di questa relazione è stato fatto.
IL PESO PSICOLOGICO DELLA MENOPAUSA
Quel che invece sembra ormai assodato, è il fatto che i deficit di memoria sono direttamente  imputabili all’entrata in menopausa. Secondo un recente studio dell’università di Rochester (l’ultimo in ordine di tempo) il 30-60 % delle donne lamenta un peggioramento della memoria. Miriam Weber, a capo della ricerca pubblicata sulla rivista Maturitas, spiega che il periodo di transizione verso l'età infertile è un processo «lungo e lento, più complesso di quanto si fosse supposto finora. Le donne, poi, sono particolarmente "brave" a rendersi conto dei sottili cambiamenti nelle capacità cognitive, probabilmente proprio perché questi si accompagnano a un periodo in cui altri "segni", come le vampate, richiamano l'attenzione su un corpo e una condizione psicofisica che cambiano».
TERAPIA ANTIOSSIDANTE
Conferma questa tesi a Letteradonna.it anche Claudo Mariani, direttore della Clinica Neurologica all'Ospedale Sacco di Milano: «Il dato rilevato dallo studio non è nuovo: la caduta degli ormoni femminili produce vari disturbi tra cui una minor prontezza attentiva e un possibile lieve decadimento cognitivo». E sui possibili rimedi, Mariani spiega: «Se i problemi sono di una certa consistenza e coesiste una depressione importante si può ricorrere alla terapia sostitutiva, previo parere ginecologico (ci sono dei rischi che vanno valutati). Altrimenti – specifica – basta una valida terapia antiossidante, esercizio fisico e mentale e una corretta alimentazione».
ALIMENTAZIONE CORRETTA
Quest’ultima deve privilegiare cibi a basso contenuto di grassi saturi (carni rosse grasse, formaggi, prodotti di origine animale), basso contenuto di colesterolo. E che sia ricca di grassi saturi (noci pesci grassi oli vegetali), fibre, minerali, vitamine (soprattutto acido folico, beta carotene, vitamina C) e antiossidanti (bioflavonoidi, poi fenoli, antocianine).
ALLENARE LA MEMORIA
Oltre alla prevenzione a tavola, è necessario allenare la memoria: «Ripetete a voce alta le nuove informazioni ricevute e che si vogliono ricordare, magari a chi le sta fornendo – spiega Miriam Weber –aiuta a fissarle meglio. In menopausa bisogna fare un po’ di "lavoro" in più per assicurarsi che le cose che vogliamo ricordare rimangano fisse nella memoria: l'importante è capire che questo è normale e che non ci si può più aspettare di essere in grado richiamare alla mente qualsiasi cosa dopo averla sentita una sola volta».

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