COMPORTAMENTI 22 Luglio Lug 2013 1001 22 luglio 2013

I bambini e la paura dell'acqua

Legata a un brutto sogno o a un'esperienza negativa. Come aiutare i piccoli al mare.

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Rispettare i ritmi del bambino è di fondamentale importanza.

Rispettare i ritmi del bambino è di fondamentale importanza.

Giornate estive, caldo e vacanze sono sinonimo di bagni e giochi d'acqua, sia al mare sia in piscina. Molti bambini, però, dopo un iniziale desiderio di giocarci, sembrano temere il contatto con questo elemento. Perché, da cosa deriva questa paura? Grazie a Carlo Bonfanti, pediatra e neonatologo, abbiamo approfondito l'argomento.
1. I piccoli osservano i genitori, prendendoli come modello. «Se avete paura dell'acqua, anche a livello inconscio, rischiate di trasmettere quest'ansia al vostro piccolo. Potrebbe essere una buona idea affrontare la paura. Per superarla. Insieme», dice l'esperto.
2. I piccoli sognano e fanno anche degli incubi: l'acqua può essere fonte di terrore soprattutto quando si presenta di notte, mentre si dorme. «Se la frequenza degli incubi è sgnificativa, potrebbe aver paura di esserne inghiottito, di annegare, di soffocare. Quando nuota, proteggetelo con occhialini e boccaglio. Progressivamente prenderà confidenza con l'ambiente acquatico. Soprattutto con le onde», precisa Carlo Bonfanti.
IL PRIMO IMPATTO CON L'ACQUA È FONDAMENTALE
3. Il primo impatto è di fondamentale importanza: se si è bruciato con l'acqua troppo calda, ha bevuto acqua durante il bagnetto o, ancora, i genitori hanno avuto un litigio mentre lui era in acqua, potrebbe inconsciamente associare questi brutti ricordi all'acqua. Ecco spiegata l'angoscia.
4. Una brutta esperienza a scuola o in piscina potrebbe turbarlo nel tempo, come, per esempio, un momento traumatico vissuto insieme ad altri bambini: forse è stato spinto sott'acqua. Osservatelo con attenzione. Se ha mal di pancia o piange prima di andare a scuola o in piscina, non costringetelo, ma accompagnatelo con pazienza per aiutarlo a recuperare fiducia.
RISPETTARE I RITMI DEL BAMBINO
Sebbene l'aiuto di mamma e papà sia prezioso, ricordate che «dovrete rispettare il suo ritmo. Il bimbo ha bisogno del suo tempo per affrontare e superare la paura dell'acqua. Sta a lui scegliere il momento giusto. E alcuni hanno bisogno di più tempo degli altri. Non abbiate fretta», avverte il pediatra.
UN CORSO PER PRENDERE CONFIDENZA
«Quando più precoce è il contatto con l'acqua tanto più si riduce il rischio che il bambino sviluppi la paura: in pratica, prima incomincia, meglio è», spiega CArlo Bonfanti. «Certo, un corso di acquaticità per piccolissimi non serve per imparare a nuotare, ma può invece essere utilissimo per acquisire un'ottima confidenza con l'ambiente liquido in modo da non farsi spaventare in seguito da schizzi, immersioni o ‘bevute' impreviste».

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