S.O.S SALUTE 10 Luglio Lug 2013 1327 10 luglio 2013

Quando il panico impedisce di partire

L'agorafobia è la paura di restare intrappolati. Anche in vacanza. Ma guarire è possibile.

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Attacchi di panico.

Attacchi di panico. Sono circa 5 milioni gli italiani che soffrono di attacchi di panico: in particolare donne con una frequenza 2-4 volte superiore agli uomini. (Thinkstock)

Getty Images/Ingram Publishing


Una vertigine improvvisa, l’aria che manca, mentre il cuore accelera quasi dovesse esplodere, la sudorazione sale. Il bisogno impellente di fuggire. Dal supermercato, dal tunnel in autostrada, dalla fila alle poste, dalla poltrona del cinema troppo lontana dal verde rassicurante dell’uscita di emergenza. La necessità di scappare a ogni costo porta a compiere anche gesti irrazionali, a volte potenzialmente pericolosi, per sé e per gli altri. Urtare la folla, passare col rosso, lasciare la spesa alla cassa facendo finta di ricevere una telefonata sono vie d’uscita comuni per chi soffre di attacchi di panico.
UNA MALATTIA AL FEMMINILE
Questa patologia interessa più di 5 milioni di italiani, in prevalenza donne, con una frequenza 2-4 volte superiore a quella degli uomini. La comparsa avviene di solito intorno ai 25 anni, mentre è difficile che si presentino nuovi casi dopo i 65. Non sono ancora del tutto chiare le ragioni per cui il panico preferisca il sesso femminile, quello che è certo è che si tratta di una malattia fortemente invalidante che, se non curata, rischia in breve tempo di limitare non solo la vita sociale della persona, ma anche le attività quotidiane più semplici, come uscire di casa.
PAURA DI VIAGGIARE
Il panico non conosce stagione e non risparmia nemmeno in estate, quando può condizionare il desiderio di partire, fino ad annullarlo del tutto. Letteradonna.it ne ha parlato con Giovanni Andrea Fava, professore di Psicologia Clinica all’Università di Bologna, di Clinica Psichiatrica alla State University di New York a Buffalo e autore del volume Il Panico, nella trappola della paura (Il Mulino, 2013), scritto a quattro mani con la collega Elena Tomba. «Nel caso specifico della paura di viaggiare il panico è la conseguenza dell’agorafobia. A differenza di quanto si è soliti ritenere, infatti, l’agorafobia non è semplicemente paura degli spazi aperti, ma riguarda l’insorgere del panico quando si teme di restare intrappolati», premette lo specialista.
SENTIRSI IN TRAPPOLA
Si tratta di situazioni molto frequenti durante viaggi e spostamenti. Affrontare una coda in autostrada, una galleria, così come usare una scala mobile o prendere un treno, sono tutti contesti che possono portare a un attacco. «Molti pazienti, per esempio,  soffrono nel momento in cui devono allacciare la cintura sull’aereo, perché si rendono conto di non avere una via di fuga», spiega il professor Fava. In tutto ciò gioca un ruolo determinante anche la cosiddetta ansia anticipatoria. Chi soffre di attacchi di panico, infatti, inizia ad avere paura già prima di affrontare la situazione che lo spaventa.
UN DISAGIO PROFONDO
La paura di spostarsi, così come quella di prendere un aereo, non è mai una paura a sé stante, ma nasconde sempre qualcosa di più profondo. «Di solito, la vita di chi soffre di questa patologia è abbastanza routinaria. Il paziente si sente sicuro in casa, a contatto con una realtà che conosce bene. Quando esce e si allontana insorge il timore che possa succedere qualcosa di brutto come, ad esempio, paura di sentirsi male e di non essere soccorsi», spiega ancora lo specialista.
SINTOMI DEVASTANTI
L’attacco di panico si scatena sempre all’improvviso. Chi ne soffre, infatti, spesso non si spiega il perché, e riferisce che si è verificato in un momento di tranquillità, senza una causa scatenante «Il panico è sempre casuale, ma non è mai casuale che si verifichi in certe persone. Quando si manifesta all’improvviso si tratta di un’azione ritardata, dovuta all’ansia accumulata in precedenza», chiarisce il professor Fava. In quel momento si verificano delle manifestazioni fisiche, dovute all’attivazione del sistema nervoso simpatico, deputato a riconoscere situazioni di pericolo. «La differenza tra la normale paura e il panico sta nel fatto che in quest’ultimo caso i sintomi compaiono tutti insieme, in una situazione apparentemente banale», chiarisce l’esperto.
GUARIRE È POSSIBILE
La contemporaneità dei sintomi, dalla tachicardia alla sudorazione, dalle vertigini alla dispercezione di sé e dello spazio circostante, mette a dura prova anche fisicamente. Dopo ci sente sempre esausti. Fortunatamente dal panico si può guarire in modo definitivo, a patto di muoversi subito. Bisogna però evitare di contare solo sui farmaci. «I medicinali aiutano a controllare i sintomi, ma non risolvono il problema. Il panico si supera solo affrontando le situazioni che ci fanno paura», spiega ancora l'esperto. «Di solito ci si sente dire di stare calmi, frase che può essere controproducente. Può invece aiutare dire a se stessi che si tratta solo di ansia, che passerà, pure se in quel momento si ha la sensazione di dover morire. Bisogna tenere sempre a mente che non può succedere nulla, anche quando gli attacchi sono violenti. Altrimenti ci si rovina solo la vita», consiglia lo specialista.

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