PREVENZIONE 13 Giugno Giu 2013 1042 13 giugno 2013

Allergie: la primavera non perdona

È boom di riniti allergiche. Come evitare fastidi e disagi. In città e in campagna.

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Rinite allergica.

Rinite allergica. Nonostante la bella stagione sia tardata ad arrivare, le riniti allergiche non hanno risparmiato milioni di italiani. (Thinkstock)

Getty Images/iStockphoto


La primavera e l'estate che quest'anno sono arrivate in ritardo non ci risparmiano le allergie.
Perché nonostante la pioggia e il freddo, è in corso una vera e propria esplosione di riniti allergiche, che sta facendo penare milioni di italian: una gita in campagna può trasformarsi in un incubo, ma anche passare accanto a un parco in città può diventare un problema.
UN RISCHIO PER LA SALUTE
Non è cosa da poco, perché non è solo questione di starnuti, occhi gonfi e naso che cola, ma soprattutto di salute. Uno studio condotto dai ricercatori della Johns Hopkins University, e pubblicato on line sull'American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine, ha infatti dimostrato che le patologie allergiche peggiorano i sintomi respiratori dei pazienti affetti da malattia polmonare ostruttiva cronica. L'autrice della ricerca, Nadia N. Hansel, ha spiegato che finora gli effetti delle allergie sui sintomi respiratori delle persone che soffrono di questa sindrome «non erano ancora ben chiari», e che i risultati hanno dimostrato che «questi pazienti corrono rischi più alti sulle basse vie respiratorie». I dati emersi suggeriscono che prevenire l'esposizione agli allergeni «può aiutare a migliorare i sintomi respiratori di questi pazienti», ha concluso Hansel.
LE REGOLE PER EVITARE GLI ATTACCHI
Ma come si fa a non esporsi troppo? L'Associazione Allergologi e Immunologi Territoriali ed Ospedalieri (A.A.I.T.O), ha fornito tutte le regole per evitare gli attacchi allergici, o perlomeno, per ridurre il rischio di stare male, soprattutto quando siamo fuori casa. Innanzitutto, ognuno deve conoscere la propria allergia e sapere a quali pollini sia sensibile e in quale periodo della fioritura. Poi ci sono alcune accortezze che bisognerebbe prendere, come evitare di stare all'aperto nei giorni soleggiati e ventosi. Quando si viaggia in macchina, invece, è preferibile tenere i finestrini chiusi e utilizzare l'aria condizionata, ma solo se l'impianto è dotato di filtri antipolline. E ancora, durante il giorno sarebbe meglio non esporsi a polveri o fumo, che potrebbero innescare reazioni anomale, mentre per chi si muove in bici è preferibile utilizzare una mascherina. Da tenere presente, infine, che a 500/800 metri di altitudine l'impollinazione avviene con circa un mese di ritardo, e che per coloro che proprio non riescono a gestire il problema, sarebbe meglio trasferirsi a circa 1500 metri di altezza.
BAMBINI, I PIÙ COLPITI
Ma chi soffre più di tutti in assoluto, sono i bambini. Gli specialisti ricordano che negli ultimi trent’anni l'incidenza dell'allergia tra i più piccoli è raddoppiata nel mondo occidentale: ogni 100 bimbi, 30 sono positivi ai test allergologici. E non è tutto, perché secondo gli esperti nel 2020 un bambino su due sarà un soggetto allergico. I sintomi variano dal banale raffreddore da fieno a tosse, dermatite atopica, fino a manifestazioni più gravi.
PIÙ RISCHI IN CITTÀ
Come spiega il presidente della Società italiana di otorinolaringologia e chirurgia cervico-facciale (SIOeChCF) Angelo Camaioni, le città sono uno degli ambienti peggiori per i soggetti allergici, «a causa dell'inquinamento e delle polveri sottili, che hanno un effetto potenziante sugli allergeni stessi». Spesso, però, quello delle allergie resta un fenomeno sottovalutato, come ha sottolineato l'esperto, e non si considera il costo sociale che  comporta; ad esempio ci sono molte professioni in cui alcune forme di allergia, conclude lo specialista, «hanno un impatto sulla qualità della vita che supera di gran lunga patologie più importanti».





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