LO STUDIO 11 Giugno Giu 2013 1609 11 giugno 2013

L'importanza del contatto mamma-bebè

Indispensabile nei primi mesi di vita. Per ridurre lo stress di parto e nascita.

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Il contatto fisico tra mamma e neonato è fondamentale soprattutto nelle prime settimane di vita dle piccolo.

Il contatto fisico tra mamma e neonato è fondamentale soprattutto nelle prime settimane di vita del piccolo.

Uno studio condotto dai ricercatori delle Università di Liverpool e Manchester e Kings College a Londra ha dimostrato che il contatto con la mamma, nelle prime settimane di vita, sarebbe indispensabile per il neonato. Sì, indispensabile per ridurre l'elevato livello di stress accumulato al momento della nascita e nel corso della gravidanza. Il team di esperti ha analizzato le conseguenze che potrebbero sorgere nei bambini a causa dell'agitazione accumulata.
L'AGITAZIONE CAUSA PROBLEMI EMOTIVI
Secondo alcuni, questo potrebbe portare a problemi emotivi e comportamentali mentre il contatto con la mamma stimola l’attività dei geni che regolano lo stress. I ricercatori, che hanno monitorato alcune neo mamme nel periodo della gestazione e anche nei primi anni di vita del piccolo, sostengono che esista una correlazione tra i sintomi della depressione in gravidanza e le successive emozioni nel neonato come paura e rabbia.
IL BATTITTO CARDIACO DIPENDE DALLE CAREZZE
Inoltre, il tasso di risposta cardiaca allo stress a sette mesi di età cambia in relazione a quanto la mamma accarezza il bambino nelle prime settimane di vita. La dottoressa Helen Sharp, dell’Università di Liverpool, Istituto di Psicologia, Salute e Società, ha commentato gli esiti dello studio: «Stiamo attualmente seguendo dei neonati di Wirral (a Nord Ovest dell'Inghilterra) per vedere se le carezze dalle loro madri nei primi momenti di vita continuino a fare la differenza sullo sviluppo nel tempo. L’obiettivo finale è quello di scoprire se si dovrebbe raccomandare alle madri che hanno vissuto lo stress durante la gravidanza di interagire con carezze - e altri tocchi - con i propri cuccioli nei primi anni di vita».

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