S.O.S DONNE 4 Giugno Giu 2013 1212 04 giugno 2013

Femminicidio: così ti smaschero l'uomo violento

I sei segnali da tenere sotto controllo. E i consigli di Paola Vinciguerra, psicoterapeuta.

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femminicidio

Una recente manifestazione contro la violenza sulle donne.

Photographer: Marco Muscas - Copyright: Marco Muscas

Ci sono donne che non sono al sicuro neanche tra le mura di casa propria. Anzi, soprattutto lì. Non è solo la cronaca a raccontare questa cruda realtà, ma anche gli ultimi dati sul femminicidio, resi noti da Telefono Rosa: 124 vittime solo nel 2012, e oltre 10 solo nei primi mesi del 2013. Un vero e proprio bollettino di guerra che racconta storie di morti in nome di un 'amore' malato, tristi epiloghi che spesso rappresentano l'ultimo atto di una tragedia fatta di anni o decenni di maltrattamenti. La violenza si scatena quasi sempre tra le mura domestiche, perché l'autore è il marito nel 48% dei casi, il convivente nel 12% o l'ex fidanzato nel 23%. Ma come si fa a capire se l'uomo che ci sta accanto è davvero pericoloso?
IMPARARE A DIFENDERSI
Come spiega Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e presidente Eurodap (associazione europea disturbi da attacchi di panico), anche se non è facile osservare il nostro partner e noi stesse con lucidità, è fondamentale farlo per comprendere la realtà della nostra relazione. Anche perché spesso se un uomo si prende certe libertà è "perché noi glielo stiamo permettendo" sostiene Vinciguerra. Questo non significa naturalmente che sia colpa nostra, ma che dobbiamo imparare a «guardare le nostre paure e a riprenderci il nostro diritto di vivere una vita serena in un rapporto dove ad amare siamo in due e non noi da sole», aggiunge l'esperta.
 I SEI SEGNALI DEL MACHISMO
Ecco, dunque, secondo Vinciguerra, i sei elementi rivelatori:
1) Lui è pronto a venire alle mani per un nonnulla, anche in situazioni che non riguardano la coppia.
2) Tende a denigrare gli altri e noi facendoci sentire inferiori o inadeguate.
3) Tende a controllare tutti i nostri movimenti e contatti, e s'infuria se abbiamo dimenticato di metterlo al corrente anche di avvenimenti banali.
4) Di fronte a un nostro rifiuto sessuale si chiude offeso, minaccia di andarsene, o pensa che sicuramente c'è qualcuno con cui noi stiamo intrattenendo una relazione.
5) Se non ricordate qualcosa che lo riguarda, vi colpevolizza e vi esclude dalle sue emozioni.
6) Infine va tenuto in considerazione che, secondo un recente studio, chi tende a un comportamento aggressivo è anche un forte bevitore.
PERCHÉ NON LI LASCIAMO?
Secondo la psicoterapeuta bastano solo due di questi comportamenti  per poter cominciare a pensare che si sta con l'uomo sbagliato. Ma per quale motivo, in molt casi, una donna normale, bella e autonoma continua a mantenere una relazione con soggetti del genere? «Per un problema di stima con se stesse -ha spiegato Vinciguerra- oppure per il timore dell'abbandono, che ha radici profonde nel passato». Così, va a finire che giustifichiamo i suoi comportamenti come espressione di un disagio e pensiamo che il nostro amore lo salverà.
LA CONVENZIONE DI ISTANBUL, UNO STIMOLO IN PIÙ
Le donne, però, possono e devono difendersi dai maschi aggressivi, imparando a riconoscere da subito i segni delle forme deviate di 'machismo'. Di certo, il recente via libera alla Camera alla Convenzione di Istanbul, ottantuno articoli per difendere le donne dalla violenza (compresa quella domestica) approvati all'unanimità, può rappresentare uno stimolo in più per le istituzioni nell'incrementare questo lavoro di prevenzione e di amore per se stesse.

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