CERIMONIA 29 Maggio Mag 2013 1827 29 maggio 2013

La sposa va in corto

Le nuove collezioni bridal stupiscono. Con abiti easy chic. Che piacciono alle star.

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Keira Knightley

Keira Knightley. Keira Knightley in abito semplicissimo di tulle bianco, corto al ginocchio, per il giorno delle nozze con il cantante rock James Righton.

© Matrix Pictures

Le recenti immagini di Keira Knightley, sposa elegante e dinamica in abito bianco e ballerine, hanno riacceso i riflettori sull'alternativa al grande classico dell’abbigliamento da sposa: l’abito corto. Messo in secondo piano per molto tempo dall’iconografia più fiabesca della sposa in lungo, lo short dress è attualmente sempre più presente nelle collezioni bridal di stilisti italiani e internazionali. Spesso legato a stili vintage, il design degli abiti al ginocchio, nel 2013 gioca sulla pulizia delle linee e la ricercatezza dei tessuti. L’effetto dato dalle trasparenze di voile e pizzo è romantico e sognante. Quest’anno il corto vince con la dolcezza.
LE STAR AMANO IL CORTO
Se la Knightley è sicuramente la più attuale testimonial del bridal short dress, il parterre delle star che hanno scelto di vestire in corto è ben nutrito. Così ha fatto per ben due volte la regina di stile Audrey Hepburn, per esempio. La prima nel 1954 in abito bianco longuette con gonna vaporosa e corpetto che sottolineava il suo invidiabile punto vita. La seconda invece nel 1969 con un easy dress rosa svasato, in perfetto stile Anni Sessanta. Come non ricordare poi il bridal look di Yoko Ono- Lennon bianco vestita con mini abito, gambaletti e scarpe da tennis. Oppure, quello più recente e bon ton di Nancy Shevell, la terza moglie di Paul McCartney che nel 2011, per convolare a nozze con l’ex Beatles, indossò un impeccabile e sobrio abitino bianco.
SHORT MA NON MINI
Che lo spirito con cui si indossa un abito corto sia più disinvolto, non esclude il fatto che anche lo short dress segua i codici di eleganza ben precisi. Uno degli aspetti cruciali, quando si parla di corto è la lunghezza della gonna che non dovrebbe superare l’altezza al ginocchio, o al limite, finire poco sopra. L’effetto mini estremo invece, andrebbe evitato. Soprattutto se il matrimonio è religioso: poco adeguato al contesto.
EASY CHIC O PREZIOSO
Inoltre nella scelta dell’abito corto, proprio perché ha una vestibilità più comune rispetto a quella di un abito lungo, si rischia di eccedere nell’estetica minimal. L’abito va easy sì, ma mai informale. Se infatti la scelta di un dress molto lineare può essere una soluzione estremamente elegante per le seconde nozze, anche nel corto l’allure da  sposa, non deve mai passare in secondo piano. Dettagli e accessori possono fare la differenza.
IN HER SHOES
E poi, sottolineano gli  esperti, attenzione alle scarpe. A meno che non abbiate la fretta di dire 'Sì' della Knightley, o la stravaganza di Yoko Ono, la scarpa bassa calza, ma non a pennello. Con l’abito corto vince sempre la scarpa con il tacco. Alto ma non altissimo. Quel giusto di slancio e raffinatezza che fa capire che siete voi la sposa. E nessuno vi oscurerà il passaggio.

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