RICERCHE 28 Maggio Mag 2013 1020 28 maggio 2013

Apnee notturne, nemiche del (buon) sesso

Quando i problemi del sonno peggiorano la vita delle donne. Soprattutto se in sovrappeso.

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Apnee notturne.

Apnee notturne. Le apnee ostruttive del sonno (OSAS), peggiorano la vita sessuale delle donne con qualche chilo in più. (Thinkstock)

Getty Images/iStockphoto

Non dormire a sufficienza, riposare male, non riuscire ad addormentarsi. I disturbi del sonno sono un problema diffuso e sono in molti casi generati da anomalie dei meccanismi che regolano il ritmo sonno-veglia. Nessuno è al riparo da questa fastidiosa disfunzione che può affliggere le persone a qualsiasi età.
DISONNIE E PARASONNIE
I disturbi del sonno si suddividono in due categorie: dissonnie e parasonnie. Le dissonnie interferiscono con l'inizio o con la continuazione del sonno e ne provocano quindi un'alterazione in termini di quantità, qualità o ritmo. Ecco le più note: l'insonnia, l'ipersonnia, la narcolessia, il disturbo del sonno correlato alla respirazione e il disturbo del ritmo circadiano del sonno. Le parasonnie sono, invece, un insieme di fenomeni legati prevalentemente alla sfera dei sogni e si manifestano soprattutto durante l'infanzia e l'adolescenza.
APNEE NOTTURNE E VITA SESSUALE
In questo panorama molto poco rilassante si inserisce un disturbo che colpisce il 9% degli uomini e il 5% delle donne (differenza che viene equiparata considerando solo le donne in menopausa): quello delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) che, secondo quanto hanno svelato i ricercatori del Centro di Medicina del sonno della Fondazione Maugeri di Pavia, condizionerebbero in maniera molto negativa la vita sessuale delle donne con qualche chilo in più. L’equipe di studiosi, guidati da Francesco Fanfulla, ha riscontrato che nelle donne con problemi di obesità l'interruzione del riposo notturno e le difficoltà respiratorie, sia durante il giorno che durante la notte, sono strettamente correlate alle disfunzioni sessuali.
LO STUDIO SU 46 DONNE CURVY
Nella ricerca, pubblicata sulla rivista Sleep, sono state coinvolte 46 donne obese di età compresa tra 40 e 50 anni, in pre-menopausa e sessualmente attive. La qualità e durata del sonno sono state misurate con la polisonnografia che permette di rilevare l’eventuale presenza di OSAS, mentre la valutazione delle funzioni sessuali è stata misurata con due scale di riferimento, la Female Sexual Distress Scale (FSDS) e la Female Sexual Function Index (FSFI). Due scale che consentono di valutare rispettivamente gli aspetti psicologici, e quindi gli elementi che portano a una condizione di stress, e la funzionalità delle componenti fisiologiche della sfera sessuale femminile.
DISFUNZIONE NERVOSA E VASCOLARE
Ciò che è emerso dallo studio è che la disfunzione è provocata dalle alterazioni sia della componente nervosa sia della componente vascolare. Si può parlare, quindi, di disfunzione sessuale femminile soltanto se si verifica un'anomalia in entrambe le scale. Su 46 pazienti, è stato rilevato che 14 erano affette da OSAS e 10, manifestavano disturbi alla funzionalità sessuale.
LO STRESS ALTERA L'OSSIGENAZIONE
Ma cosa succede, in partica? Si innescherebbe un circuito in cui più alto è lo stress, più sono frequenti le apnee, perché la tensione ha una ricaduta sull'ossigenazione durante il sonno. A farne le spese è, a tutti gli effetti, la vita sessuale: questo perché orgasmo, eccitabilità e soddisfazione sono tutti elementi strettamente correlati all'ossigenazione notturna.
PEGGIORA LA QUALITÀ DELLA VITA
«Non abbiamo ancora dati certi per spiegare questo fenomeno, tuttavia questo lavoro rappresenta una ulteriore conferma che la presenza di apnee notturne, la cui prevalenza nelle donne aumenta con la menopausa e durante la gravidanza, può determinare una marcata alterazione della qualità della vita», commenta Lino Nobili, specialista del Centro di Medicina del sonno, Dipartimento neuroscienze dell’Ospedale Niguarda di Milano,.
RISCHIO DI IPERTENSIONE
Come evidenzia l'esperto a Letteradonna.it: «La presenza di apnee notturne è infatti correlata non soltanto alla presenza di fatica e sonnolenza, ma determina l’aumentato del rischio di sviluppo di ipertensione, malattie cardio e cerebrovascolari e, specialmente nelle donne obese, di alterata tolleranza al glucosio (condizione che predispone allo sviluppo di diabete). Inoltre le apnee notturne in gravidanza, specialmente nelle donne in netto sovrappeso, possono indurre a sofferenza neonatale e necessità di eseguire un parto cesareo», precisa Lino Nobili.
SINDROME DELLE GAMBE SENZA RIPOSO
E sugli altri disturbi che incidono negativamente sulla vita delle donne, il medico spiega: «Un altro disturbo frequente nelle donne in gravidanza è la sindrome delle gambe senza riposo (probabilmente dovuta a una carenza di ferro durante questa fase) che può provocare una severa insonnia. Fortunatamente, regredisce generalmente dopo il parto. L'insonnia, invece, è un disturbo frequente durante e dopo la menopausa».
L’IMPORTANZA DELLA DIAGNOSI
Quello dei disturbi del sonno è, insomma, un capitolo molto ampio. Spesso fastidiose, queste patologie possono incidere fortemente sulla qualità della vita, condizionando persino l’attività sessuale come nel caso delle OSAS. Dal momento che i disturbi sono numerosi e complessi, è necessaria una diagnosi precoce. Per capire come intervenire per ritrovare la serenità di un sonno tranquillo.

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