ALLARME 23 Maggio Mag 2013 1002 23 maggio 2013

Medicina estetica, i rischi del low cost

Una tendenza in aumento con la crisi. I consigli per non rischiare (mai) la salute.

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Il Sime, la Società italiana di medicina estetica, lancia l'allarme: con la crisi è aumentato il fenomeno della chirurgia low cost, con grandi rischi. (Thinkstock)

C’è chi al bisturi proprio non riesce a rinunciare. Anche in tempo di crisi. In molti hanno fiutato l’affare, proponendo interventi low cost e trattamenti di medicina estetica all’apparenza vantaggiosi. Con la domanda, però, aumentano anche i rischi, perché il ritocchino a buon mercato nella maggior parte dei casi nasconde truffe e pericoli per la salute. L’allarme è stato lanciato nei giorni scorsi dai medici riuniti in occasione del XXXIV Congresso nazionale della Società italiana di medicina estetica (Sime), tenutosi a Roma.
PAZIENTI TROPPO SUPERFICIALI
La corsa al ribasso non risparmia nessun settore e riguarda sia gli interventi di chirurgia plastica che quelli di medicina estetica, affrontati spesso con leggerezza, non solo da alcuni medici ma soprattutto dai pazienti, allettati da prezzi concorrenziali e tendenzialmente sereni nell’affrontare piccoli ritocchi con filler&Co perché, nell’immaginario collettivo, la medicina estetica si lega più alla bellezza che a qualcosa che riguarda la salute. Letteradonna.it ne ha parlato con Emanuele Bartoletti, specializzato in Chirurgia plastica e ricostruttiva, Medicina estetica e Segretario generale della Sime.
RIVOLGERSI SOLO A STRUTTURE ADEGUATE
«Questa corsa al ribasso è un pericolo reale, soprattutto nei momenti di crisi come questo. L’offerta è aumentata notevolmente ed è importante prestare molta attenzione a quello che si fa e dove lo si fa», spiega l'esperto. «Per quanto riguarda gli interventi di chirurgia estetica, anche i più semplici, bisogna sempre assicurarsi che vengano svolti da personale qualificato in un ambiente adatto. Quando ci si trova di fronte a offerte a basso costo, infatti, non si risparmia sulla parcella di chi esegue l’intervento, ma sulla struttura e sulle attrezzature utilizzate», precisa il chirurgo. «Può capitare, ad esempio, che vengano svolti in ambulatorio interventi che, invece, richiedono un’osservazione post operatoria più accurata, ma non tutti sono ambulatori chirurgici. È importante assicurarsi che nella struttura ci sia una sala operatoria e che sia sempre garantita la presenza di un anestesista. Negli interventi low cost questa figura fondamentale è la prima cosa che viene eliminata», raccomanda lo specialista.
ATTENZIONE A FILLER E BOTULINO
Queste regole sono indiscutibili e non lasciano spazio a nessuna interpretazione. Se però prima di sottoporsi a qualsiasi tipo di intervento chirurgico ci si documenta e si sceglie con cura la struttura e lo specialista a cui affidarsi, non si può dire lo stesso per molti trattamenti di medicina estetica. Filler, tossine botuliniche, biostimolazioni e altri ritocchini di questo tipo, vengono spesso eseguiti con leggerezza da molte pazienti. «Spesso vengono da noi persone che non hanno idea di che tipo di trattamento abbiano fatto in passato. Questo è un problema perché non sapere che cosa è stato iniettato in precedenza impedisce di intervenire successivamente», ci spiega ancora Emanuele Bartoletti. «In questi casi, bisogna sempre avere la possibilità di risalire al prodotto che è stato iniettato. Il paziente deve pretendere da chi pratica il trattamento il nome della sostanza, il numero di lotto e la data di scadenza», dichiara l’esperto.
TRUFFE IN RETE
Sia nel caso degli interventi che in quelli di medicina estetica bisogna, inoltre, fare attenzione alle trappole del web. Comprare delle fiale di filler è ancora troppo facile, così come è facile cedere alla tentazione di offerte all’apparenza vantaggiose ma che, in realtà, non assicurano la dovuta assistenza e sicurezza. LetteraDonna.it ha fatto una piccola indagine conoscitiva, su un noto sito che propone sconti su interventi di chirurgia plastica e medicina estetica low cost. Leggere inserzioni come «mastoplastica additiva a 299 euro invece che a 3100», e «botulino o filler a 89 invece di 380», deve insospettire e far fiutare il pericolo piuttosto che l’affare. Basti pensare che una dose di botulino costa circa 250 euro. Qualcuno obietterà che in casi del genere si gioca sulla quantità delle offerte vendute e che queste aziende ottengono comunque un guadagno finale, però i dubbi restano.
EVITARE IL FAI DA TE
Molte insidie sono legati anche al fai da te. Il business parallelo offre meno garanzie rispetto ai prodotti usati in strutture qualificate, senza considerare il  rischio di fare danni. «Il periocolo sta anche nel fatto che in Europa esistono molti tipi diversi di sostanze destinate ad uso estetico. Hanno il marchio CE, ma questo non le rende sempre innocue, perché non sono sufficientemente sperimentate, a differenza di quanto avviene, ad esempio, in America, dove il numero delle sostanze in circolazione è minore e c’è un maggior controllo statale», ci svela Bartoletti.
VERSO MAGGIORI CONTROLLI
Anche in Italia, però, qualcosa inizia a muoversi in questo senso. Il ministero della Salute ha firmato un accordo con i medici estetici per raccogliere i dati sui «danni della bellezza». A oggi, infatti, nel nostro Paese non esiste una documentazione in materia, perché le segnalazioni sono sporadiche. «Dal 2005 a oggi, su 2210 filler diversi in circolazione in Italia, sono state fatte solo 97 segnalazioni di incidenti, dovute soprattutto alle siringhe e ai materiali di confezionamento», ha dichiarato in una nota Marcella Marletta, direttore generale dei dispositivi medici del servizio farmaceutico e della sicurezza delle cure al Ministero della Salute. «Le segnalazioni, inoltre, sono incomplete, spesso mancano i riferimenti ai lotti di fabbricazione e questo non ci permette di intraprendere azioni correttive o sequestri di prodotti pericolosi», ha aggiunto l'esperta. Un problema di grande attualità, dunque, che al momento si può combattere solo con comportamenti più corretti e responsabili.

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