SALUTE 15 Maggio Mag 2013 1012 15 maggio 2013

Papillomavirus, il vaccino delle polemiche

Perché la prevenzione inizia in giovane età. Ma gli effetti si conoscono dopo anni.

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vaccino papillomavirus

Il vaccino contro il Papillomavirus divide gli esperti: la prevenzione inizia in giovane età. Ma per conoscere la sua reale efficacia bisogna attendere anni poiché il virus colpisce tendenzialmente donne mature.

Ogni anno in Italia sono circa 3.500 i nuovi casi di infezione da papillomavirus (Hpv), un microbo associato non solo al cancro del collo dell'utero, ma a tumori di vagina, ano, bocca, laringe, cute e, meno spesso, vulva e pene. Nonostante l'iniziale sostegno delle istituzioni sanitarie nei confronti del vaccino contro questo virus, disponibile gratuitamente a partire dal 2008, negli anni non c'è stato un aumento del ricorso al suo utilizzo e dal punto di vista della copertura vaccinale le differenze tra una Regione e l'altra sono ancora elevate. Per questo Susanna Esposito, presidente della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP), ha recentemente riportato l'attenzione sull'argomento, ricordando che «nel mondo, circa il 70% delle donne entra in contatto con il virus Hpv almeno una volta nella vita».
UNA TRASMISSIONE NON SOLO SESSUALE
In effetti, entrare in contatto con l'Hpv è semplice. A differenza di altri virus sopravvive bene anche all'esterno dell'organismo e per questo può essere contratto anche nei bagni pubblici o per contatto attraverso le mani sporche. Tuttavia, la via di trasmissione preferenziale rimane quella sessuale.
L'IMPORTANZA DEL PAP TEST
«Fortunatamente solo nell'1% dei casi l'infezione si trasforma in un cancro all'utero. Molto spesso regredisce spontaneamente, e solo il 10% circa progredisce verso forme tumorali», ci spiega Giovanna Torre, consulente  presso l'Istituto di Sessuologia Clinica di Roma. Vale, quindi, la pena di sottoporsi a una vaccinazione? «Il vaccino ha un effetto di prevenzione, ma non è detto che funzioni», sottolinea l'esperto. Si tratta, infatti, di una soluzione efficace solo contro 2 degli oltre 100 ceppi noti di Hpv, quelli più frequenti: il 16 e il 18.
VACCINAZIONE SOTTO ESAME
Tuttavia, il virus si evolve, dando luogo a nuovi ceppi resistenti al vaccino e, al momento, non è nemmeno possibile sapere quale sia l'efficacia della vaccinazione. Infatti per poter offrire una protezione il vaccino deve essere somministrato alle ragazze prima di un qualsiasi contatto con il virus, prima dell'inizio dell'attività sessuale (in genere tra i 10 e i 15 anni di età), ma ad essere più colpite dall'infezione sono donne più mature e sessualmente più attive, indicativamente comprese nella fascia d'età dai 20 e i 40. Questo significa che dopo aver vaccinato le ragazze, spiega la specialista, «bisogna aspettare 15-20 anni per poter avere un'idea dell'efficacia» e, nel frattempo, è probabile che il virus evolva.
PREVENZIONE CONTINUA
Per questo secondo Giovanna Torre «oggi l'appuntamento da non trascurare è quello di sottoporsi regolarmente al Pap test. Spesso il virus è asintomatico e senza questo test non si può scoprire di averlo». È proprio a questo punto che possono iniziare i veri problemi: il virus latente, infatti, può penetrare in profondità nei tessuti a causa delle microabrasioni che si creano spesso durante i rapporti sessuali.
MAGGIORE ATTENZIONE
Tuttavia, un Pap test positivo indica che c'è qualcosa che non va e che è il caso di fare maggiore attenzione. «Il vero problema», conclude l'esperta, «è individuare le alterazioni pre-tumorali che il virus può dare. Per questo è necessario ricordarsi di effettuare il Pap test almeno ogni tre o quattro anni».

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