FITNESS 10 Maggio Mag 2013 0955 10 maggio 2013

Retrorunning, corri come un gambero

La corsa all'indietro conquista le donne. Perché promette cosce e glutei sodissimi.

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Retrorunning

Retrorunning. Impazza la moda della corsa all'indietro: una disciplina sportiva particolare che conquista sempre più proseliti.

La camminata all’indietro dei gamberi può apparire un po’ stramba e contro natura, eppure l’uomo ha finito per imitarla ideando una disciplina sportiva ad hoc: il retrorunning. Che sta conquistando un crescente numero di proseliti grazie ai numerosi benefici che apporta. Il retrorunning viene praticato all’aperto, naturalmente, ma da qualche tempo a questa parte ha fatto il suo ingresso anche nelle palestre: basta salire sul tapis roulant e procedere in senso inverso rispetto al solito.
UNA DISCIPLINA INSOLITA
Diciamolo subito: per fare retrorunning occorre prima prepararsi all’eventualità di essere additati e magari presi bonariamente in giro dagli altri; si subisce la stessa sorte dei gamberi, insomma. I pionieri, a tal proposito, hanno attirato parecchi sguardi di sorpresa e ilarità. Adesso la strada appare in discesa perché è fra i trend del fitness, ma si consiglia di mettere in conto tali reazioni. D’altra parte, passeranno del tutto in secondo piano con l’arrivo dei risultati: e non ci vorrà molto tempo, questo è sicuro.
NESSUN PROBLEMA ALLE GINOCCHIA
Il retrorunning è popolare in America, Giappone e Europa. Recenti studi – scrive Marianela Toledo del Florida Watchdog - hanno dimostrato che «la corsa all’indietro richiede molta più energia di quella ‘tradizionale’ in avanti, ma esercita anche un impatto di gran lunga minore sul ginocchio». E si sa: chi corre, spesso rischia di avere problemi in quella parte del corpo.
UNA RIVOLUZIONE FISICA
Il retrorunning comporta più fatica, dunque. E anche un maggiore impegno: ci vuole grande equilibrio, è necessario mantenere la postura adatta, trovare gli appoggi giusti e abituarsi a una visuale ridotta. Gli occhi, di solito fondamentali nella pratica di qualsiasi sport, vengono relegati in secondo piano e ciò comporta una riorganizzazione degli schemi motori, cui si affiancano nuove sollecitazioni a livello articolare e muscolare. Proprio per questi motivi, la corsa all’indietro è nata come metodo di riabilitazione in caso di traumi fisici riguardanti le gambe; soltanto in una fase successiva ha conquistato il mondo del fitness ed è stata perfezionata.
ADATTO ALLE DONNE
Secondo Angela Greco, laureata in Scienze Motorie e istruttrice in una palestra di Bologna, «il retrorunning sollecita principalmente le cosce, i glutei e i polpacci, parti fondamentali per ogni donna. Rafforza la muscolatura ma anche le caviglie, le tibie e le ginocchia; aumenta il tono, rende le forme più definite. Allo stesso tempo, migliora la respirazione, la resistenza e il sistema cardiovascolare». È anche divertente, «però occorre procedere per gradi, in modo che sia il corpo che la mente si abituino alla novità: all’inizio è praticamente impossibile affrontare un percorso lungo, anche se si è allenati. Sono sufficienti anche 50 metri, poi si aumenta di volta in volta. E consiglio di verificare sempre lo stato del terreno, rimuovendo eventuali ostacoli che potrebbero provocare cadute».
BENEFICI ANCHE PSICOLOGICI
Naturalmente c’è l’istinto di girare la testa, ma il perfetto retrorunner non lo fa quasi mai, per non rischiare di perdere l’equilibrio e per mantenere una velocità costante. La schiena dev’essere tenuta ben dritta e dei piedi bisogna poggiare soltanto la punta. Le braccia si muovono come nella corsa in avanti, in modo misurato. Come accade per tutte le discipline sportive, i benefici sono anche psicologici: il retrorunning regala sensazioni intense, aumenta la consapevolezza di sé e l’autostima, sviluppa il senso di analisi, alza la soglia di attenzione. E aiuta a diventare più coraggiose…

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