ALLARME 9 Maggio Mag 2013 1212 09 maggio 2013

Un neonato su 10 nasce prematuro

Sono 40 mila ogni anno. Colpa di alcol, fumo. E della fecondazione assistita.

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I prematuri hanno più probabilità di andare incontro a complicanze anche gravi rispetto ai bambini nati a termine.

I prematuri hanno più probabilità di andare incontro a complicanze anche gravi rispetto ai bambini nati a termine.

Dati preoccuanti sono emersi dagli ultimi dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sui neonati prematuri che nascono ogni anno in Italia e in Europa.
OLTRE 40 MILA PREMATURI OGNI ANNO
Sono 40 mila i bambini che vengono al mondo prima della 37esima settimana di gravidanza, ovvero uno su 10. Grazie alla scienza neonatologica, molti di loro riescono a sopravvivere. È pur vero che spesso, però, il piccolo viene sottoposto a interventi invasivi ed è costretto a lunghi periodi di ricovero presso i reparti di Terapia intensiva neonatale. I prematuri, a differenza dei bimbi nati a termine, possono andare incontro a problemi di salute e a complicanze talvolta gravi.
RISCHIO DI GRAVI DISABILITÀ
Costantino Romagnoli, presidente della Società italiana di neonatologia Sin), ha spiegato che «la maggior parte nasce dopo la 32esima settimana, mentre circa il 2% nasce a una età di gestazione inferiore alle 33 settimane. La mortalità neonatale è bassa e supera di poco il 10%. I sopravvissuti, però spesso hanno disabilità più o meno gravi, inversamente proporzionali all’età gestionale. E’ un fenomeno in crescita che deve essere considerato in termini di prevenzione, cura e assistenza e che induce a riflettere sull’inizio vita in modo sempre più responsabile».
EVITARE ALCOL E FUMO
Ma quali sono le ragioni che possono portare a un parto prematuro? Entrano in gioco fattori realtivi ai problemi di gestazione, «come nei casi di ipertensione, diabete, infezioni, all’età elevata della madre, alle tecniche per migliorare la fertilità e alla fecondazione assistita. Anche gli stili di vita sbagliati come l’abuso di alcol, il fumo e l’uso di droghe incidono sulle nascite premature. Tutti fattori che oltre a mettere in gioco la vita del nascituro fanno lievitare i costi sanitari. Per ogni prematuro nato prima delle 28 settimane i costi oscillano tra i 100 e i 300 mila euro a seconda della patologia, cui vanno poi aggiunti quelli per le complicanze a distanza».
«ASSICURARE PIENO DIRITTO ALLA VITA»
Ai genitori dei bambini prematuri viene poi richiesta una presenza costante nel reparto di terapia intensiva neonatale per supportare il piccolo e per stimolarlo, parlargli e fargli sentire il proprio affetto: «Per questo bisogna assicurare ai nati pretermine il pieno diritto alla vita, alle cure e alla salute, come già sancito dai principi di bioetica e dalla giurisprudenza, richiama noi tutti a una forte responsabilità, che insiste anche sulla maggiore attenzione alle pratiche di umanizzazione della medicina. Stiamo lavorando per rendere la totalità dei punti nascita italiani, e le annesse Unità di Terapia Intensiva Neonatale a misura di famiglia, secondo un principio inclusivo di ‘care’, favorendo la vicinanza dei genitori ai loro piccoli 24 ore su 24, utilizzando tutti gli strumenti come il Rooming-in, la Kangaroo Mother Care, sognando la realizzazione delle Family Room».

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