S.O.S SALUTE 9 Maggio Mag 2013 0958 09 maggio 2013

Elettro sensibilità, la malattia del secolo

Crescono i disturbi causati dalle onde elettromagnetiche di cellulari&co. Limitare i rischi si può.

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cellulare salute

L'elettrosensibilità è una malattia sempre più in crescita causata dalla sensibilità a campi elettromagnetici emanati da dispositivi tecnologici.

In ufficio, a casa, nel tempo libero, persino al volante e sul comodino durante la notte (perché non si sa mai). Da quando è entrato nelle nostre vite il cellulare ne ha fatta di strada, diventando qualcosa di molto diverso dall’oggetto semplice degli esordi, che serviva solo per telefonare o poco più. Eppure, nonostante l’utilità, i dispositivi mobili possono essere nocivi per la salute. Pelle arrossata, prurito, dolori alle orecchie e mal di testa. Piccoli fastidi che, in alcuni casi, si trasformano in conseguenze più gravi. Da poco, infatti, si è inziato anche a parlare di possibili effetti genetici e tumorali.
SENSIBILITÀ AI CAMPI ELETTROMAGNETICI
Colpa delle onde elettromagnetiche, che attraversano il nostro organismo e non vengono del tutto smaltite dalle cellule. Il disturbo, noto come elettrosensibilità, rientra nelle patologie da Mcs, sensibilità chimica multipla, con cui si intende una malattia che rende intolleranti alle sostanze chimiche e particolarmente sensibili all'esposizione ai campi elettromagnetici, come quelli emessi da tivù, telefonini e dispositivi wireless.
MALATTIA RARA E POCO NOTA
Una malattia rara, fortemente invalidante e riconosciuta solo in pochi Paesi, per cui l’unica cura è l’allontanamento dalle radiazioni che provocano l’allergia. Qualcosa però comincia a muoversi. Gli effetti nocivi dei campi elettromagnetici sono al centro di numerosi studi e ricerche, tanto che nel 2011 lo Iarc, l’Agenzia internazionale di ricerca sul cancro, ha classificato le radiofrequenze come «possibili cancerogeni» per l’uomo.
AFFETTE 650 MILA PERSONE
Secondo una recente stima, in Italia sarebbero 650 mila le persone affette da Mcs. L’1% della popolazione, tra forme lievi e più severe. Può colpire tutti, ma i bambini e le donne sarebbero più vulnerabili alle onde elettromagnetiche. La situazione, in realtà, è molto più complessa e non lascia spazio a generalizzazioni.
A RISCHIO I TECHNOHOLIC
Letteradonna.it ne ha parlato con Fiorenzo Marinelli, biologo all’Istituto di genetica molecolare del Cnr di Bologna, che da diversi anni studia gli effetti dell’elettromagnetismo sulle cellule. «I meccanismi coinvolti in patologie di questo tipo sono molteplici e non è semplice dare giudizi generali sulle categorie di soggetti più colpiti. Quello che è certo è che l’elettrosensibilità può colpire indistintamente chiunque, a seconda dell’esposizione agli agenti dannosi. Maggiore è l’uso di questi dispositivi, maggiori sono i fattori di rischio», spiega lo specialista.
CELLULARE INQUINANTE
Tra tutti i dispositivi tecnologici, il cellulare è il più inquinante. Ciò dipende dal fatto che è anche quello con cui abbiamo un contatto più diretto. «L’antenna emette delle onde sferiche che proprio in virtù di questa loro caratteristica abbracciano tutto quello che incontrano nel loro raggio, compreso il nostro organismo», chiarisce l'esperto.
I LIMITI DI LEGGE
Esistono ovviamente dei limiti di legge che regolamentano le esposizioni alle radiazioni. «In Italia il limite per le emissioni dalle antenne fisse è di 6 V/m mentre il limite per i telefoni mobili (Specific Absorption Rate SAR ) è di 2 Watt per Kg», spiega ancora lo specialista. «Nessuno dice però che per arrivare a questo valore dentro la nostra testa il campo emesso dal telefono può raggiungere i 307 V/m. Il che equivale a una licenza di emissione per i telefoni di questo altissimo valore», aggiunge Fiorenzo Marinelli.
REGOLE DI COMPORTAMENTO
Ma cosa si può fare in pratica per limitare i rischi provocati dalle moderne tecnologie? Forse eliminare questi strumenti dalle nostre vite è impossibile, però di certo si possono seguire delle semplici regole di comportamento per migliorare la qualità della nostra vita e dell’ambiente in cui viviamo.
ACCORTEZZE PRO SALUTE
Per quanto riguarda i cellulari è meglio usare sempre l’auricolare o il vivavoce. Come spiega l'esperto, ciò «diminuisce di 10 volte l’impatto delle onde elettromagnetiche alla testa. Inoltre è importante fare telefonate brevi piuttosto che lunghe conversazioni, alternando l’orecchio, e spegnere sempre i dispositivi quando non sono in uso», prosegue il biologo che conclude sul WI FI: «Basterebbe usare il power-line, un dispositivo che, per pochi euro, trasferisce il segnale internet dal router all’impianto elettrico di casa. La connessione si può prelevare collegando il pc a qualsiasi presa dell’appartamento, in qualsiasi altra stanza».
DIGITAL DETOX
Se invece volete disintossicarvi per un po’ niente di meglio di una vacanza all’insegna del digital detox. È la moda del momento. Sì perché, se da una parte siamo sempre più tecnologici e connessi 24 ore al giorno, anche in vacanza, dall’altra si sta diffondendo l’esigenza di staccare la spina, alla ricerca di ritmi più naturali, in armonia con l’ambiente che ci circonda e con noi stessi. Vere e proprie oasi no tech immerse nella natura, dove cellulari, tablet e altri dispositivi sono rigorosamente banditi. Spesso, infatti, vengono presi in consegna all’ingresso e ritirati prima della partenza. A mali estremi... estremi rimedi.

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