SKINCARE 23 Aprile Apr 2013 1025 23 aprile 2013

Autoabbronzanti, tintarella in anteprima

Via libera ai nuovi self tan. Che regalano il colore del sole, idratano. E contrastano i segni dell’età.

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Autoabbronzanti.

Autoabbronzante. Il self tan rende più luminosa la pelle e regala un colorito dorato che resiste per ore, senza alterarsi, con qualsiasi temperatura.

Getty Images/iStockphoto

Cancellare definitivamente dal viso il grigiore dell’inverno e ravvivare il colorito: un desiderio legittimo, soprattutto con l’arrivo del primo sole, che svela ogni minima imperfezione della pelle e la fa sembrare ancora più pallida. Certo, si può sempre ricorrere al fondotinta, ma in questa stagione l’alleato migliore della pelle è l’autoabbronzante. Come conferma la cosmetologa americana Fiona Locks, che a Hollywood detta legge: «Solo il self tan è in grado di migliorare la carnagione in una manciata di minuti, rendendola più luminosa e regalandole un colorito dorato che resiste per ore, senza alterarsi, con qualsiasi temperatura».
ALLA BASE DELLE FORMULE
Il principio attivo comune a tutti gli autoabbronzanti è il DHA, una molecola di sintesi che, interagendo con gli aminoacidi presenti sullo strato corneo, scurisce in modo graduale la superficie cutanea. Scoperto negli anni Venti, il DHA è stato poco utilizzato fino alla metà degli anni Sessanta, quando l’abbronzatura divenne sinonimo di benessere (fisico ed economico).
COLORITO NATURALE E UNIFORME
Dopo più di mezzo secolo, però, le formule dei self tan sono radicalmente cambiate. «Il DHA rimane il componente base, ma la sua azione è supportata e modulata da altre sostanze, che danno stabilità alle formule, assicurano un colorito naturale e uniforme, in più potenziano l’effetto abbronzante stimolando la produzione di melanina, già sollecitata dal primo sole», spiega la cosmetologa Elisabetta Ammannati. «Non solo: i self tan di ultima generazione contengono anche principi attivi idratanti e antietà», conclude l’esperta.
COLORE LONG LASTING
Perché il self tan svolga al meglio il suo compito e l’abbronzatura artificiale duri il più a lungo possibile, la pelle deve essere adeguatamente preparata. Anzitutto è indispensabile eliminare le cellule morte, che rendono la superficie cutanea disomogenea.
SCRUB PER IL CORPO NECESSARIO
A questo scopo, il trattamento d’elezione è lo scrub o, per il corpo, una vigorosa frizione con l’apposito guanto in microfibra, insistendo  dove la pelle è più spessa (gomiti, talloni e ginocchia), quindi tende a scurirsi maggiormente, poi si massaggia la pelle con un buon idratante. Chi desidera un’abbronzatura ancora più resistente e dalla tonalità dorata, può assumere un integratore alimentare ricco di betacarotene, che favorisce la sintesi di melanina.
UNA CORRETTA APPLICAZIONE
Il giorno successivo, dopo una seconda applicazione di crema idratante, si stende l’autoabbronzante, in dose adeguata (un cucchiaino da tè per una superficie pari a quella di viso e collo) e in modo uniforme, massaggiando fino a completo assorbimento. Chi non vuole rinunciare al trucco può miscelare l’autoabbronzante con il fondotinta.
Per asciugare perfettamente la pelle, si può usare il phon: il getto di aria calda fissa il colore e ne accelera la comparsa. Inoltre, per le prime 24 ore, è bene evitare di indossare abiti aderenti in tessuti sintetici, che non lasciano respirare la pelle.
INCONVENIENTI RIMEDIABILI
Se la pelle di gomiti, talloni e ginocchia appare più scura rispetto a quella del resto del corpo, basta frizionarla con acqua e bicarbonato. Può capitare anche che attorno alle unghie si formi un alone aranciato, facilmente eliminabile con un batuffolo di cotone imbevuto di acetone. Infine, è bene ricordare che, se non è perfettamente asciutto, l’autoabbronzante lascia tracce sui tessuti, facili da eliminare con un normale lavaggio ad acqua.

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